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26 FEBBRAIO - News / People

Tennis, Maria Sharapova annuncia il ritiro

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La Russa attraverso una lettera a Vogue e Vanity Fair e un post Instagram ha annunciato il ritiro dall’agonismo

Quando una giovane 17enne, dalle gambe lunghissime e dagli occhi di ghiaccio, riusciva a vincere Wimbledon (2004) sembrava aperta una nuova era, sembrava che con la vittoria di Maria Sharapova il dominio della sorelle Williams e della loro forza fisica fosse giunto alla fine. Del resto Maria aveva in qualche modo scritto una pagina di storia diventando la prima russa a vincere all’All England Court e diventando la terza più giovane a sollevare il trofeo inglese.

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Tennis showed me the world—and it showed me what I was made of. It’s how I tested myself and how I measured my growth. And so in whatever I might choose for my next chapter, my next mountain, I’ll still be pushing. I’ll still be climbing. I’ll still be growing. Tennis—I’m saying goodbye.

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Per un po’ di tempo è stato così, poi Maria ha iniziato ad avere infortuni, a fermarsi per il caso di doping, a riprovarci per poi dire basta: “I’m saying Goodbye” ha scritto sul suo profilo ovvero ‘sto dicendo addio’.

Ha argomentato la decisione con una lettera pubblicata su Vanity Fair e Vogue USA, giornali non di tennis ma di moda, sua grande passione e probabile alternativa a questa sua nuova fase di vita.

Una lettera a cuore aperto scritta per se stessa ma anche per il tennis.

La prima volta che ricordo di aver visto un campo da tennis c’era mio padre che stava giocando. Avevo quattro anni, eravamo a Sochi, in Russia ero così piccola che le mie gambe sottili penzolavano sulla panchina su cui ero seduta, così piccola che la racchetta era il doppio di me. Quando avevo sei anni ho iniziato a viaggiare per il mondo, andando in Florida con mio padre. Il mondo mi sembrava enorme. L’aereo, l’aeroporto, le enormi distese d’America: tutto era gigantesco quanto i sacrifici dei miei. Quando ho iniziato a giocare le mie avversarie erano più grandi, alti e forti; il tennis che guardavo in tv mi sembrava fuori dalla mia porta. ma poco a poco, giorno di allenamento dopo giorno, questo mondo, quasi mitologico era sempre più reale.

Racconta, a dispetto di quello che in questi anni si è detto di lei, di non essersi mai sentita superiore a nessuno, anzi, temeva sempre di poter cadere da un momento all’altro e questo le ha dato la forza di lottare e non mollare mai.

Verso la fine spiega come gli infortuni abbiano in qualche modo condizionato le sue scelte ma non si è mai domandata, nemmeno nei momenti più difficili e sofferti, se ne fosse valsa la pena. La risposta era sempre una: sì.
L’ultimo tentativo, forse disperato di tornare alle vittorie di un tempo, un anno fa quando ha scelto Riccardo Piatti (per intenderci stesso allenatore del giovane talento Italiano Sinner) per allenarsi in Italia.
Il tennis, spiega le mancherà è stata la sua vita e le ha insegnato a essere una lottatrice e a diventare la persona che è oggi.
La 32enne chiude la sua carriera con 5 tornei dello Slam: ha vinto tutte le prove e il Roland Garros per ben due volte.

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