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12 DICEMBRE - News / People

Sport, svolta per le atlete: verso l’approvazione del professionismo

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È stato approvato l’emendamento alla legge di bilancio 2020 presentato dal senatore del Partito Democratico Tommaso Nannicini 

Nel tennis da anni le atlete, su tutte l’ex numero uno al mondo Serena Williams, lottano affinché i montepremi dei tornei abbiano un valore economico uguale tra donne e uomini. Le calciatrici, di tutto il mondo, cercano (con molti passi in avanti dopo gli ultimi Mondiali in Francia) di far capire che la parola minore al loro sport, solo perché appartenenti al sesso “debole”, non deve essere più associata.

Questi sono solo alcuni esempi delle “lotte” intraprese nello sport e non solo. Ora però un passo in avanti arriva con l’approvazione di un emendamento alla legge di bilancio 2020 presentato dal senatore del Partito Democratico Tommaso Nannicini che prevede l’estensione del professionismo anche alle donne.

Sì perché se non lo sapeste, atlete plurimedagliate con Elisa Di Francisco o Federica Pellegrini sono considerate dilettanti. Se la legge venisse approvata alle atlete verrebbero applicate le “tutele previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo”.

 Fino a oggi ci si basava sulla legge 91 del 1981: «Ai fini dell’applicazione della presente legge, sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle federazioni stesse, con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica».
Le atlete anche svolgendo una attività fissa e continuativa non godono di una retribuzione fissa mensile e per incentivare l’approvazione da parte delle singole federazioni verrà introdotto un esonero contributivo per tre anni (entro un limite di 8 mila euro) per le società che proporranno alle atlete i nuovi contratti da professioniste.
Tra le prime federazioni che dovrebbero approvare quasi certamente la FIGC.

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