07 NOVEMBRE - News / People

Son, la storia del calciatore coreano che si è scusato in mondovisione

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Il calciatore del Totthenam trova sempre il modo di far parlare

Negli anni gli appassionati di sport e di calcio hanno imparato a conoscere il calciatore Son Heung – Min. Classe 1992 è un giocatore del Tottenham nato in Sud Corea e la sua storia, ai Mondiali del 2018, ha attirato l’attenzione mediatica di tutti.

Durante la rassegna le sue lacrime avevano fatto il giro del mondo dopo la sconfitta della sua Nazionale per 2 a 1 contro il Messico. Un pianto dovuto non solo alla sconfitta ma anche al fatto che la mancata qualificazione lo avrebbe costretto alla leva militare obbligatoria che gli era stata risparmiata per meriti sportivi.

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Il giocatore all’epoca aveva 25 anni e nel suo paese il servizio è obbligatorio fino ai 28 anni. Fortunatamente tutto è bene quel che finisce bene perché anche se la Corea del Sud, nonostante una prestigiosa vittoria per 2 a 0 contro la Germania, non riuscì a garantirsi l’accesso alla fase a eliminazione, il centrocampista ottenne l’esenzione grazie alla vittoria della Corea ai Giochi Asiatici per 2 a 0 contro il Giappone.

Son nelle ultime ore è balzato di nuovo all’onor di cronaca ribaltando il cliché del calciatore ignorante dimostrandosi un ragazzo dall’animo buono e gentile, quasi d’altri tempi. Durante la partita di Champions League ha siglato una doppietta in casa della Stella Rossa di Belgrado.

Al primo gol ha scelto però un’esultanza dal sapore cortese: ha voluto di scusarsi in mondovisione con le mani giunte rivolgendosi ad André Gomes che era uscito domenica scorsa (nell’incontro tra Tottenham e Everton) con una frattura alla caviglia a causa di un infortunio procurato proprio dal coreano.

Un intervento in realtà non cattivo (a tal punto che la Federazione inglese ha revocato il rosso su ricorso del Tottenham) ma tanto da smuovere la coscienza del centrocampista che subito in campo era scoppiato in campo.

Son insegna che prima di essere calciatori si è uomini, prima di tutto c’è l’educazione e il rispetto: un bel messaggio che arriva in un momento in cui, in Italia, si sta affrontando il problema legato al razzismo.

 

 

 

 

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