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Questione cilena: gli appelli di Isabel Allende e dei calciatori

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Le rivolte hanno fatto piombare il paese in uno stato d’emergenza

La situazione cilena ha portato il paese in un vero e proprio stato d’emergenza. A parlarne nei giorni scorsi anche la scrittrice più rappresentativa del paese, Isabel Allende, celebre per il libro “La Casa degli Spiriti”  che sta per tornare con il  “Lungo Petalo di Mare”.

Su Twitter la lontana parente di Salvador Allende (era cugino del padre) ha commentato la situazione:

In Cile, che di solito è un paese stabile, sono scoppiate gravi proteste popolari con atti di distruzione e saccheggio. Sono l’espressione arrabbiata di un popolo frustrato. Questa crisi non si risolve con i militari per strada, sono necessari profondi cambiamenti.

Il sistema neoliberista basato sul profitto ha venduto o privatizzato tutto: istruzione, sanità, acqua, gas, trasporto collettivo, ecc. La disuguaglianza sociale ed economica è vergognosa …

La scrittrice ha spiegato come le persone siano stufe del loro tenore di vita che li ha portati alla povertà mentre le persone più abbienti continuano ad arricchirsi. L’Allende parla anche per esperienza personale, visto che sulla sua pelle ha vissuto l’epoca del dittatore Augusto Pinochet, che portò il padre a fuggire dal paese e la madre alla decisione di vivere in Cile nella casa del nonno a Santiago (la celebre abitazione raccontata ne “La Casa degli Spiriti”). Inoltre, Salvador Allende, allora premier, venne ucciso in un colpo di stato l’11 novembre del 1973.

L’appello della scrittrice e giornalista non è un caso unico :a lei fanno eco anche alcuni sportivi come l’interista Alexis Sanchez che ha scritto un post sulla situazione del suo paese natale.

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Acepto los reclamos para un Chile mejor, pero de forma pacífica y sin destruir los bienes que todos necesitamos. De esa manera nos dañamos nosotros mismos. Los que mas sufren con esto son los niños que no entienden que cosas pasan por culpa de nosotros los adultos. Debemos estar más unidos que nunca por un Chile mejor 🙏🏽 Hago un llamado a buscar acuerdos y soluciones. Todo por un chile mejor y por los niños que no tienen culpa de nada, ellos son el presente y el futuro de nuestro Chile 🙏🏽😢❤

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Accetto le richieste per un Cile migliore, ma in maniera pacifica e senza distruggere i beni di cui tutti abbiamo bisogno. In questo modo ci facciamo del male. Coloro che soffrono di più sono i bambini che non capiscono cosa succede a causa nostra. Dobbiamo essere più uniti che mai per un Cile migliore 🙏 Chiedo accordi e soluzioni. Tutto per Cile migliore e per i bambini che non hanno assolutamente colpe: sono il presente e il futuro del nostro paese.

Anche l’ex Juve, Arturo Vidal ha lanciato un messaggio per il suo paese:

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Aguante mi Chile querido!!! Los políticos tienen que escuchar al Pueblo cuando nos hacemos sentir. La gente lo está pasando muy mal y estamos diciendo BASTA!!! Sigamos manifestándonos pacíficamente, por favor sin violencia, sin saqueos. Sin hacernos daño!!! Rezo para que mi Chile querido esté mejor. Políticos por favor escuchen al Pueblo de una vez!!! Queremos soluciones YA!!! Un abrazo fuerte a todos los chilenos, estemos juntos y salgamos adelante como siempre!!!🇨🇱❤️🇨🇱❤️🇨🇱❤️🇨🇱❤️🇨🇱❤️❤️🇨🇱❤️🇨🇱

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I politici devono ascoltare il Popolo quando ci facciamo sentire. La gente sta attraversando un periodo difficile e stiamo dicendo BASTA! Continuiamo pacificamente, per favore senza violenza, senza saccheggi. Senza farci del male !!! Prego che il mio caro Cile sia migliore. I politici, per favore, ascoltano subito il Popolo! Vogliamo soluzioni ORA! Un grande abbraccio a tutti i cileni, stiamo insieme e andiamo avanti come al solito !!! 🇨🇱❤️🇨🇱❤️🇨🇱❤️🇨🇱❤️🇨🇱❤️❤️🇨🇱❤️🇨🇱

 Su Twitter è intervenuto anche l’ex inter e ora al Bologna, Gary Medel:
1 guerra ha bisogno di 2 aspetti e qui c’è solo un popolo che vuole  l’uguaglianza 🇨🇱. Non vogliamo + violenza. Abbiamo bisogno delle autorità per cambiare e per risolvere i problemi sociali. Parlano di crimini e non di soluzioni al problema di fondo ‍♂️ ‍♂️ #chiledesperto #nomasabusos
COSA STA SUCCEDENDO:
La rivolta cilena è nata lo scorso venerdì quando con l’introduzione di una legge sono stati aumentati i prezzi del biglietto della metropolitana. L’aumento è andato a svantaggiare pendolari e studenti universitari creando una vera e proria difficoltà economica in un Paese in cui lo stipendio medio non raggiunge nemmeno i 700 € al mese. Le proteste si sono scatenate nelle piazze e hanno messo a ferro a fuoco le città con il servizio della metro sospeso a Santiago. Il Presidente Sebastian Piñera,  dopo che sono iniziati anche i saccheggi nei supermercati e si è creato un grosso incendio nella centrale Enel è stato costretto a diramare lo stato d’emergenza. Il Paese sembra tornato indietro agli anni della dittatura di Pinochet: è stato imposto il coprifuoco dalle 19 alle 6 di mattina.

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