10 DICEMBRE - Lifestyle / News

Nike lancia una collezione nuoto adatta alle donne musulmane

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Si chiama Nike Victory Swim e sarà disponibile dal 1° febbraio

Nel 2017, Nike ha creato uno hijab adatto alle sportive e alle loro prestazioni.

Il brand ha lanciato oggi una linea adatta alla performance delle nuotatrici. Partiamo dal presupposto che secondo la legge islamica solo gli sport indicati da Maometto possono essere praticati ma sempre con un abbigliamento adatto.

Anni fa era Arena ad aver realizzato un “burkini” ovvero una sorta di muta adatta anche alle atlete islamiche.

Parlando con alcune atlete diventate testimonial della linea Nike Pro hjiab è nata così l’esigenza di andare incontro anche alle nuotatrici Più ascoltavamo, più vedevamo possibilità di aiutare le atlete in nuove dimensioni – afferma Martha Moore, vicepresidente e direttore creativo Nike – Siamo costantemente impegnati ad ampliare la nostra visione nel campo dell’innovazione e ci entusiasma l’idea che, pensando in modo creativo e progettando in modo inclusivo, possiamo far sì che sempre più donne si sentano a loro agio nel praticare sport. Per noi, la collezione Nike Victory Swim Collection dimostra come l’apertura al cambiamento consente a tutte le donne di scoprire la gioia dell’attività fisica.

Quando lo indosso mi sento super leggera e tranquilla – afferma Zahra Lari, pattinatrice degli Emirati – Non appesantisce e mi aiuta a nuotare meglio. È così diverso da qualsiasi costume da bagno che abbia mai visto e so che posso indossarlo e sentirmi sicura.

La collezione, che comprende il costume da bagno premium Nike Victory Full-Coverage completato da capi accessori per il nuoto quali Nike Victory Swim Hijab, Nike Victory Swim Tunic Top e Nike Victory Swim Leggings, introduce performance innovative. La silhouette elegante e innovativa è l’alternativa perfetta per le atlete che desiderano potersi muovere liberamente in acqua pur restando completamente coperte. La Nike Victory Swim sarà disponibile dal 1° febbraio su nike.com e presso rivenditori selezionati in tutto il mondo. 

La questione dello Hjiab ha coinvolto anche il mondo del calcio, visto i Mondiali del Qatar nel 2022: gli organizzatori hanno consentito infatti alle calciatrici di poter giocare con il classico capo simbolo della loro religione.

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