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10 SETTEMBRE - News

Matteo Salvini aggredito a Pontassieve da una donna

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Il leader della Lega è stato aggredito da una donna straniera

Matteo Salvini è stato aggredito da una donna a Pontassieve, un comune dell’hinterland fiorentino. Si tratta di una trentenne, di origine congolese, che dopo avergli gridato: “Io ti maledico”, gli ha strappato il rosario che portava al collo e la camicia.

L’aggressione al leader della Lega

Il leader della Lega  stava camminando nel centro di Pontassieve con alcuni simpatizzanti, quando la contestatrice, una donna laureata e che lavora nel sociale in un progetto che riguarda l’educazione scolastica del Comune, si è avvicinata a Salvini, aggredendolo. La notizia è stata diffusa sui social, dove lo stesso leader ha pubblicato il video della sua aggressione, commentando l’accaduto con queste parole: “Ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato messaggi di solidarietà e affetto. Non commento, non piango, non cerco vendette. Rispondo col sorriso, con l’impegno e con la forza delle idee. Io vado avanti, più tranquillo di prima.”

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Ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato messaggi di solidarietà e affetto. Non commento, non piango, non cerco vendette. Rispondo col sorriso, con l'impegno e con la forza delle idee. Io vado avanti, più tranquillo di prima.

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La donna ha agito nella tarda mattinata di ieri in pieno centro dove Salvini era arrivato da poco per prendere parte ad un’iniziativa politica per le elezioni regionali della Toscana. Subito fermata, la trentenne è stata identificata dalla polizia e poi è stata interrogata dalla Digos. Adesso la congolese rischia una denuncia per “violenza privata, turbamento di comizio elettorale e resistenza a pubblico ufficiale”.

Chi è la contestatrice di Salvini

Da diversi anni in Italia, impegnata nel sociale, la donna è molto conosciuta nel comune fiorentino. In passato ha lavorato in un bar e in una enoteca, quindi si è dedicata a progetti di solidarietà per il Terzo Mondo per alcune associazioni e onlus della città. Intanto, il leader della Lega, dopo aver subito l’aggressione ed essersi cambiato la camicia, ha affermato di aver perdonato ma ha anche aggiunto al “Corriere della Sera”: «grave che questa signora lavori per enti pubblici, a contatto con il pubblico, pagato dal pubblico e a contatto con i bimbi». E ha poi concluso: «se ognuno può avere idee politiche, calcistiche, religiose diverse, la violenza non può essere tollerata».

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