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La lettera dei genitori di Astori: «Davide è presenza, è sempre con noi»

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Il ricordo di Anna e Renato Astori

Un dolore troppo grande da capire e da spiegare, un ricordo affidato a una lettera, perché troppo spesso dimentichiamo, ma non sarà il caso di Davide Astori e del suo numero 13 un po’ tatuato nel cuore di tutti.

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Soprattutto in quello dei suoi genitori, Anna e Renato, che a un anno dalla scomparsa dell’ex capitano della Fiorentina (morto il 4 marzo 2018 alla vigilia della partita contro l’Udinese) hanno scritto un lungo pensiero per il figlio. La loro voce però non ce la fa ancora a parlare, “non è più la voce a cui Davide era abituato” e così si sono fidati a Sky Sport:

Un anno senza Davide non si può raccontare. Non esistono le parole, ma forse neanche servono, perché in fondo quello appena passato è stato un anno CON Davide, in un modo diverso e che non avremmo mai voluto scoprire, ma comunque insieme a nostro figlio. Ecco, insieme è la parola che vorremmo pronunciare più forte, ma non possiamo – continua la lettera – La nostra voce oggi non è più quella che Davide ha sentito sin da bambino e forse adesso farebbe fatica a riconoscerla, perché il dolore l’ha cambiata per sempre. Per questo non riusciamo a leggere questa lettera e affidiamo a voi i nostri sentimenti, così come tanti amici hanno fatto in questi giorni in cui il ricordo si è fatto inevitabilmente più intenso.

E poi:

Per noi Davide non è un ricordo che si attenua o si riaccende a seconda delle circostanze, semplicemente perché Davide non è un ricordo: Davide è una presenza. Davide è vicino a noi ogni istante. Lo vediamo nella nostra splendida nipotina Vittoria, un piccolo miracolo che ci fa trovare il coraggio di lottare contro la tristezza ogni giorno. Lo rintracciamo nelle parole di molte persone, anche sconosciute talvolta, che hanno il bisogno di testimoniarci quanto Davide sia per loro un riferimento, un esempio, a volte uno stimolo per affrontare i momenti più duri. E poi lo ritroviamo nei racconti di chi lo ha conosciuto, degli amici che hanno condiviso con lui gli attimi più felici della sua vita, racconti che ci fanno sentire ancora il suono contagioso della sua risata o quello più profondo della sua saggezza, a volte troppa per un ragazzo così giovane. Tanti in questi mesi ci hanno detto che il nostro Davide era speciale, dotato di una gentilezza rara, spesso disarmante. Ed è vero. Davide non doveva sforzarsi per esserlo, è sempre stato così, sin da bambino: naturalmente, istintivamente, gentile. Ma guai a scambiarla per debolezza o remissione: era la sua forza. Davide era fortissimo, era la roccia a cui aggrapparci. Per questo noi oggi cerchiamo di essere forti come lui, ma soprattutto come lui ci vorrebbe. È la nostra sfida quotidiana, durissima, ma ci proviamo. Grazie a Davide, che ci ha lasciato l’eredita più preziosa che si possa desiderare: un amore infinito. Quello della gente per lui, quello di Davide per la gente, ma soprattutto quello di Davide per la vita.Continuate a ricordarlo e non stancatevi di raccontarlo. Rivederlo sorridere in una foto, osservarlo correre nelle immagini, sentirlo nei vostri aneddoti non ci fa soffrire: per noi è come riabbracciarlo ogni volta.

La serie A ha ricordato quel numero 13 così gentile, amato da tutti e nel cuore di tutti. Solo pochi mesi fa per la prima volta aveva parlato anche la compagnia Francesca Fioretti che ammetteva “mi faccio forza per Vittoria“. La loro piccola bambina, nata tr un viaggio e l’altro (passione che li accomunava) e che oggi è il ricordo giù concreto e vivo di Davide.

Leggi anche: La compagna di Davide Astori: «Vittoria ha capito che suo papà non tornerà più»

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Ci hai indicato la strada… sei sempre con noi

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