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27 MAGGIO - News / People

Il caso George Floyd che indigna l’America e l’NBA

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Proteste anche per le strade di Minneapolis

Un video raccapricciante ha scosso gli animi del mondo ma anche quelli degli americani e dell’NBA. Nel video diffuso in rete un agente di polizia bracca e blocca a terra un uomo afroamericano, George Floyd di 46 anni che si ritrova a gridare “I can’t breathe” ovvero non riesco a respirare a causa del ginocchio dell’agente che gli blocca il collo. L’uomo era stato fermato dagli agenti per presunta contraffazione di documenti e secondo i primi report, si trovava sotto effetto di alcool e droghe.

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⠀“I can’t breath”, “Non riesco a respirare”. È uno dei messaggi sui cartelli dei manifestanti a Minneapolis per la morte di George Floyd, un uomo afroamericano morto durante un fermo di polizia. Nel video circolato in rete che ha sconvolto gli americani si vede Floyd tenuto fermo a terra da un agente di polizia che gli blocca il collo con un ginocchio, mentre dice: "Lasciatemi non riesco a respirare". ⠀ Sono quattro i poliziotti coinvolti nella vicenda, tutti licenziati, e su di loro sono in corso delle indagini. Lo ha reso noto il sindaco di Minneapolis: “Questa è la decisione più giusta. Credo in ciò che ho visto – ha detto Jacob Frey – e ciò che ho visto è sbagliato sotto tutti i punti di vista. Quell'uomo non avrebbe dovuto morire. Essere un nero in America non dovrebbe essere una sentenza di morte" ⠀ (📷 di Stephen Maturen/Getty Images) ⠀ #skytg24 #news #georgefloyd #blacklivesmatter

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È arrivato in ospedale quando ormai c’era ben poco da fare. Tantissime sono state le proteste tra le vie di Minneapolis, dove è successo l’episodio, con manifestati scesi in piazza.

Una vicenda che riapre una questione mai risolta e di cui spesso ci si dimentica: il rapporto tra le varie etnie e l’integrazione razziale. La vicenda ha toccato da vicino anche il mondo NBA. Su Instagram, Stephen Jackson ex giocatore NBA si è mostrato in lacrime dato che conosceva bene Floyd e che i due erano cresciuti insieme. Jackson ha promesso che farà di tutto per fa si che l’episodio non venga dimenticato.

Non è l’unico che non è rimasto indifferente al video e non è la prima volta che i giocatori scendono i campo per vicende del genere. Nel 2014 le stelle NBA indossarono una maglia proprio con la scritta “I can’t breathe” per ricordare Eric Garner (soffocato dalla Polizia in un tentativo di arresto).

Su Instagram anche LeBron James ha posto l’accento sulla vicenda postando l’intero video nelle stories e pubblicando anche due foto, una di Floyd e una di Colin Kaepernick (giocatore di Football) inginocchiato in forma di protesta contro la violenza adottata dalla polizia.

Anche la cantante Madonna è intervenuta chiedendo giustiza e spiegando che l’immagine della polizia impegnata a trattener l’uomo è la cosa più agghiacciante e dolorosa vista negli ultimi anni.

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