13 MAGGIO - News / People

Cristiano Ronaldo: “Ogni anno devo dimostrare di essere fortissimo”

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Il portoghese si è raccontato a Repubblica

È quasi passato un anno da quando uno dei giocatori più forti al mondo, come Cristiano Ronaldo,  si è tolto la casacca dei Blancos (ovvero del Real Madrid) per mettersi quella a strisce bianconere della Juventus.

A un anno di distanza CR7 ha già messo in bacheca lo scudetto di Serie A ed è perfettamente entrato nelle dinamiche del nostro campionato, tra sfottò (per ultimo quello a Florenzi nella partita del 12 maggio contro la Roma “sei troppo basso per parlare“), presunti malcontenti dopo l’eliminazione della Juve dalla Champions League e continui gossip sulle sue prossime attività imprenditoriali.

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Non era il risultato che volevamo, ma guardiamo avanti e pensiamo a festeggiare lo scudetto la prossima settimana insieme ai nostri tifosi! #finoallafine

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Il portoghese non è più soltanto un attaccante, è un vero e proprio brand, con catene di hotel e varie attività. Ha da poco annunciato l’apertura di una nuova struttura alberghiera a Marrakech e al momento è anche impegnato nella Clinica Insparya a Madrid che si occupa di trapianti di capelli. In carriera ha già messo a referto 29 trofei tra Champions e Coppe Europee senza scordare i 5 Palloni d’oro. A Repubblica il giocatore si è raccontato senza filtri parlando anche del fattore soldi e del “peso” della notorietà”.

Sembra che ogni anno debba dimostrare di essere fortissimo. È difficile. Hai quello che hai anche per tenere in conto la pressione aggiuntiva di dover dimostrare qualcosa alla gente, non solo a te stesso. E alle persone che ti stanno intorno. Alla tua famiglia, a tua madre, a tuo figlio… “Cris, domani devi vincere”. Questo ti rende più attivo. Devi allenarti in continuazione, però arriva un momento in cui dici: senti, lasciami stare…

Eppure ammette che c’è ancora qualcosa che lo motiva: si diverte. E come hanno detto grandi campioni, per ultimo il tennista Roger Federer che ha affermato che smetterà quando il fattore ludico verrà meno, il discorso vale anche per il numero 7. Una passione nata come tale e diventata lavoro deve pur sempre rimanere passione. Molti lo vedono quasi come uomo perfetto:

Non penso che credano sia un robot, però mi vedono come uno che non può mai avere un problema, non può mai essere triste, mai avere preoccupazioni. La gente identifica il successo, la spensieratezza, con i soldi: “Come può essere triste o avere una crisi Cristiano se è milionario?”. Devi comprendere che la gente non pensa come te, non ha vissuto certe situazioni. Ma lo capisco. So che la gente sta con il fucile spianato in attesa che Cris sbagli un rigore o che fallisca in una partita decisiva. Ma fa parte della vita e devo essere preparato. E io sono preparato già da molti anni.

Nel suo futuro c’è la Juve ma un domani si vedrebbe allenatore?

Non lo escludo, ma per il momento non ci penso.

 

 

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