19 NOVEMBRE - News / People

Basket, l’Olimpia Milano celebra Dino Menghin ritirando la maglia numero 11

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La maglia ritirata in occasione della partita di Eurolega contro il Maccabi

Il fisico massiccio, scolpito dalla fatica dei tiri sul parquet, i polsini sulle braccia: Dino Meneghin per anni si è fatto apprezzare e applaudire dai palazzetti di tutta Italia e non solo. La sua notte nella partita di Eurolega contro il Maccabi Tel Aviv, l’ennesima di una carriera è davanti al pubblico del Forum di Milano che assiste al ritiro della maglia numero 11.

L’arrivo del pivot (nato ad Alano di Piave il 18 gennaio 1950) fu uno dei più clamorosi della storia della pallacanestro: il giocatore era in forza a Varese (storica avversaria, insieme a Cantù di Milano) quando la presidenza nelle mani della Famiglia Gabetti decise di acquistarlo per una cifra record da 400 milioni di lire più il prestito annuale di Dino Boselli.
I tifosi delle “scarpette rosse” non accolsero a braccia aperte il giocatore che all’epoca aveva 32 anni e che si ruppe subito il menisco per poi ricredersi. Quando, come play della squadra della città lombarda, arrivò Mike D’Antoni e grazie al giocatore e a Meneghin le cose cambiano con una rosa che forse anche oggi darebbe del filo da torcere a tutti con giocatori come Vittorio Gallinari, Vittorio Ferracini, John Gianelli, Franco Boselli.

 

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#ElevenForever: i messaggi di Mike D’Antoni, Bob McAdoo, Ken Barlow e Russ Schoene per Dino Meneghin! ⚪️🔴1️⃣1️⃣🔴⚪️ #insieme

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Sono gli anni in cui l’Olimpia disputa otto finali scudetto consecutive vincendo cinque tricolori. Dino, nel 1987, sarà nel roster del Grande Slam (Scudetto, Coppa dei Campioni, Coppa Italia e Coppa Intercontinentale) che riporterà la Coppa dei Campioni a Milano proprio contro il Maccabi Tel Aviv avversario di questa sera della formazione di Ettore Messina.
L’anno dopo arriverà un nuovo successo in Europa sempre contro il Maccabi: questa sera così Dino rivivrà corsi e ricorsi storici contro un avversario che non può che evocare bei ricordi. Meneghin (con le maglie di Varese, Milano e Trieste) a referto conta 7 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Korac, 4 Coppe Intercontinentali, 12 scudetti, 6 Coppe Italia, un oro e due bronzi agli Europei con la Nazionale, un argento olimpico a Mosca.
L’undici è il numero che ha sempre avuto tatuato (solo simbolicamente) sulla sua schiena: non ha mai cambiato e ha persino costretto  Bob McAdoo, giocatore NBA a passare dall’11 al 15.
Meneghin è stato forse il giocatore più forte di tutti i tempi: tralasciando numeri e statistiche che spesso sono ingiusti il pivot per anni ha tenuto alto i colori del basket italiano, ha saputo essere un campione gentile, corretto e decisivo.

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