07 NOVEMBRE - News / People

Attenti a quei due: Matteo Berrettini e Jannik Sinner, i volti giovani del tennis italiano

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Matteo ha 23 anni Jannik 18

I talenti dell’Italia tennistica hanno scelto il 2019 per sbocciare e per mostrasi al mondo, proprio nell’anno del preolimpico (fattore da non sottovalutare). Matteo Berrettini e Jannik Sinner sono i due volti (giovani) del tennis nostrano, volti genuini e in cui scendono gocce di sudore, perché nulla avviene per caso.

Per anni sono state le donne, con Flavia Pennetta e Francesca Schiavone e poi con Sara Errani a imporsi a livello internazionale e nell’ultimo anno, dopo periodi di buio, ci hanno pensato gli uomini. Se il gentil sesso non sta vivendo un momento positivo a risollevare gli animi e la situazione ci hanno pensato Fabio Fognini, Matteo Berrettini e Yannik Sinner.

Se Fognini, ci perdoni il termine, è ormai un veterano e da lui ci si aspetta sempre tanto il segnale positivo è arrivato, anche un po’ a sorpresa e prematuramente, dalle giovani leve.

JANNIK SINNER

Il tennista trentino, classe 2001, ha siglato in questi giorni un nuovo primato. È il primo italiano ad essere approdato alle semifinali  del Next Gen (il torneo dedicato alle nuove generazioni e nello specifico ai migliori 8 Under 21 che si sta svolgendo all’Allianz Cloud di Milano). È il primo 18enne ad essere nella top 100: attualmente è numero 95 e a fine 2018 era numero 763.

Tra gli altri suoi primati è anche il più giovane azzurro ad aver vinto un torneo Challenger ed è anche uno degli 11 tennisti al mondo ad averne vinti almeno due prima di aver compiuto 18 anni. I numeri, è vero, non fanno il talento, ma hanno un valore indicativo. Del resto se in America si godono e cullano la 15enne Coco Gauff perché noi non dovremmo goderci questo ragazzo dai capelli rossi che come spuntino – lo ha ammesso lui stesso – mangia le carote?

Perché la cosa bella di quando si è giovani è che le piccole imprese vengono realizzate con incoscienza e con un pizzico di follia.

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Milan I could hear you all there with me tonight… your support means everything to me, thank you! #ATP #NextGenFinals #Milan

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MATTEO BERRETTINI

Berretto” come lo chiamano i suoi tifosi ha maggiore consapevolezza anche se forse nemmeno lui si rende conto di quello che ha “combinato” in questo 2019. L’ultima doppia impresa lo ha portato al suo best ranking, arrivando a essere il numero 8 al mondo (meglio di lui aveva fatto solo Adiano Panatta, che raggiunse la quarta posizione e  Corrado Barazzutti, numero 7) e ad approdare alle Finals il prestigioso torneo che vede sfidarsi, a Londra, proprio i migliori otto giocatori al mondo e che dal 2021 approderà a Torino.

A testa bassa, lavorando e impegnandosi il 23enne romano è passato dalla 52esima posizione di inizio anno a raggiungere la top 10 e a giocare in uno dei tornei più prestigiosi insieme alle prove degli Slam. La scalata è iniziata con un titolo Challenger, due ATP 250, una finale a Monaco, le seminali degli ATP 500 ad Halle e Vienna, e poi gli ottavi di finale a Wimbledon, la semifinale nel Master 1000 a Shangai e la ciliegina sulla torta è arrivata con la semifinale nell’ultima prova Slam dell’anno agli US Open.

Leggi anche: Tennis: Matteo Berrettini da favola, in semifinale agli US Open

Oltre il talento, ci sono sacrifici, dedizione e un team che è diventato una seconda famiglia con il coach Vincenzo Santopadre che è un padre acquisito, una figura di riferimento che l’ha aiutato anche mentalmente. Perché un successo improvviso non è facile da gestire. Dopo gli US Open, ha raccontato, ha avuto qualche problema alla bocca per stress. Non è tutto semplice come sembra. Matteo con timidezza, ma nemmeno troppa, si è affacciato al mondo del tennis che conta e alle Finals, comunque andrà sarà una vittoria.

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