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14 SETTEMBRE - News

Abusi sessuali, dalla cronaca di questi giorni al rapporto dell’Oms

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Un fenomeno che riguarda il 35 per cento delle donne in tutto il mondo

Succede che molte donne nel timore di essere giudicate spesso non denunciano gli abusi sessuali subiti da parte di partner sconosciuti. Eppure tra le mura domestiche e fuori dalle mura domestiche si continuano a verificare casi di violenza sulle donne. Lo dimostrano i casi che sono emersi pochi giorni fa da Roma, da Milano e dalla provincia di Matera. Il grido di dolore di una diciannovenne è partito la notte di Ferragosto dal San felice Circeo, quando è stata violentata da due suoi coetanei (ora indagati) in spiaggia. La giovane ha avuto il coraggio di denunciare, appena rientrata a Roma. Qui si è rivolta al commissariato di San Basilio della Capitale.

Altro caso a Milano, dove una donna di 34 anni è stata aggredita alle spalle mentre tornava a casa in zona Porta Nuova, nel cuore di piazza Gae Aulenti, tra i grattacieli del polo finanziario milanese. È successo all’alba del 26 agosto scorso, quando gli uomini in divisa hanno trovato la ragazza in stato confusionale con sul corpo i segni dell’aggressione:  “Sono stata violentata, forse. Non lo so, non ricordo nulla”, ha detto  loro la donna di origini polacche. Da qui gli agenti, appurato lo stato confusionale della giovane donna, che – prima di subire la violenza – aveva trascorso la serata con gli amici e che stava rincasando, hanno disposto il trasporto presso la clinica Mangiagalli, struttura che si occupa  delle vittime di violenza sessuale. Al pronto soccorso sono state riscontrate ecchimosi e lividi compatibili con un’aggressione. Tuttavia per avere la conferma è stato necessario aspettare l’esito degli esami clinici. Quindi la donna ha deciso di non sporgere denuncia, per paura, ed è andata via dalla struttura. Poi sono arrivati i risultati: si è trattato di violenza sessuale. Convinta successivamente a collaborare, gli investigatori hanno  ricostruito quei momenti terribili per risalire allo stupratore. Le indagini sono ancora in corso.

La violenza in provincia di Matera

Un altro caso si è verificato nella provincia di Matera. Stavolta le due vittime sono delle minorenni. Si tratta di due ragazzine inglesi di 14 e 15 anni, che hanno denunciato la violenza avvenuta il 7 settembre scorso durante una festa in una villa privata a Marconia, frazione del comune in provincia di Matera. Per la violenza sono scattate le manette nei confronti di quattro giovani uomini di età compresa tra i 19 e i 23 anni. Oltre ai quattro arrestati, ci sono altri che hanno partecipato alla violenza sessuale di gruppo: tre indagati a piede libero e uno da identificare. “Gli arrestati sono tutti di Pisticci alcuni con precedenti giudiziari. I reati contestati sono violenza sessuale di gruppo e lesioni personali aggravate dal fine di commettere la violenza”.

Dalla cronaca al rapporto dell’Oms sugli abusi sessuali

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Per meglio comprendere il fenomeno, è bene fare riferimento al rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Stando al rapporto dell’Oms dell’aprile scorso, dal titolo: “Valutazione globale e regionale della violenza contro le donne: diffusione e conseguenze sulla salute degli abusi sessuali da parte di un partner intimo o da sconosciuti”, redatto  in lingua inglese e riportato sul sito del Governo, gli abusi contro le donne rappresentano “un problema di salute di proporzioni globali enormi”. Il rapporto è stato redatto in collaborazione con la London School of Hygiene & Tropical Medicine e la South African Medical Research Council, ed analizza tutti i dati sulla diffusione della violenza femminile a livello globale. Violenza inflitta sia da parte del proprio partner sia da sconosciuti.

“L’abuso fisico e sessuale è un problema sanitario che colpisce oltre il 35% delle donne in tutto il mondo e, cosa ben più grave, è che ad infliggere la violenza sia nel 30% dei casi un partner intimo”, si legge sul portale del Ministero della Salute, che riporta il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’Oms propone delle linee guida che hanno come obiettivo quello di aiutare i diversi Paesi a migliorare l’approccio da utilizzare per affrontare i casi di abusi all’interno del proprio servizio sanitario per offrire maggiore assistenza alle donne vittime di atti di violenza. E ancora, il rapporto descrive “l’impatto sulla salute fisica e mentale di donne e bambine vittime di violenza”.

Lo studio

In particolare, stando ai dati analizzati, dallo studio è emerso:

morte e lesioni: lo studio ha riportato che il 38% di femminicidi nel mondo è causato dal partner intimo, mentre il 42% delle donne che hanno subito abusi fisici da parte del proprio compagno ha anche sofferto di lesioni;

depressione: subire un atto di violenza dal proprio partner contribuisce considerevolmente allo sviluppo di disturbi mentali. Le donne sottoposte ad abusi da parte del proprio compagno hanno, infatti, quasi il doppio delle probabilità di soffrire di depressione, in confronto a donne che nonhanno subito violenze;

abuso di alcol: le donne che subiscono abusi per mano del proprio partner hanno quasi il doppio delle probabilità di sviluppare problemi con l’alcol;

malattie sessualmente trasmissibili: le donne vittime di abusi da parte sia del proprio partner, che di sconosciuti, hanno l’1,5% di probabilità in più di contrarre infezioni, come la sifilide, la clamidia o la gonorrea. In alcune regioni (come l’Africa subsahariana) hanno l’1,5% di probabilità in più di contrarre l’HIV;

gravidanze indesiderate e aborti: sia la violenza subita dal partner, sia quella da parte di sconosciuti porta spesso a gravidanze indesiderate. Lo studio ha dimostrato che le donne che subiscono abusi fisici hanno quasi il doppio delle probabilità di avere un aborto, rispetto alle donne che non hanno subito violenze;

bambini nati sottopeso: le donne che subiscono abusi dal proprio partner hanno il 16% di probabilità in più di partorire bambini sottopeso.” (fonte Oms).

“Il rapporto mette in evidenza la mancanza di dati su atti di violenza perpetrati da sconosciuti, compresi quelli che accadono in zone di guerra. E’ necessario che un numero crescente di Paesi raccolga e analizzi, con i migliori mezzi a disposizione, i dati relativi alla violenza contro le donne”, dichiara La dottoressa N. Abrahams dell’associazione SAMRC.

Le denunce di abusi sessuali

Tuttavia, nonostante ci siano degli ostacoli oggettivi, dallo studio è emerso anche che “il 7,2% delle donne nel mondo hanno denunciato abusi sessuali da parte di sconosciuti. A causa della violenza subita, queste vittime hanno il 2,3% di probabilità in più di cadere nell’alcolismo e il 2,6% di soffrire di depressione o ansia; una probabilità leggermente maggiore rispetto alle donne che hanno subito atti di violenza dal proprio partner.” Infine il rapporto, riferendosi a tutti i Paesi, rivolge loro un appello al fine “di affrontare i fattori sociali e culturali associati alla violenza femminile per prevenire qualsiasi forma di abuso.”

A chi rivolgersi

Esistono delle strutture preposte a sostegno delle donne che hanno subito violenza: dai consultori ai centri antiviolenza. E ancora: il telefono rosa antiviolenza e antistalking 1522.

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