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Moda

Versace: il sogno di Gianni diventa grande quanto un impero

16 Agosto 16 / Scritto da:

L’estro e la creatività dello stilista hanno impresso una svolta nel mondo della moda, tuttora evidente

Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d’Alta Moda. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia”.

 

È così che Gianni Versace descriveva la sua città natale, Reggio Calabria. È qui che ha iniziato a muovere i primi passi verso la vita e verso la sua passione più grande: la moda. Qui affondano le radici della sua creatività che hanno sparso i loro frutti in tutto il mondo.

Dedicheremo uno speciale alla vita di Gianni Versace per provare a capire come hanno preso forma l’estro e la genialità di un uomo che ha dato tanto alla moda e all’Italia.

La grande fortuna di Gianni è stata quella di crescere con i valori saldi che gli hanno inculcato i genitori. La famiglia era al centro di tutto. Nella cittadina del Sud, era cresciuto senza troppe pretese ma con un sogno grande quanto l’impero che in pochi anni è riuscito a costruire. E non sapeva che un tragico destino glielo avrebbe strappato via in una mattina d’estate.

Ha posto l’accento sulla sensualità del corpo femminile, esaltandone le curve, liberandolo da false moralità e pregiudizi.

“Sono un po’ come Marco Polo, girovago e mescolo culture

Così si descriveva Gianni Versace. E così nelle sue creazioni rivivono richiami di mondi differenti, un melting pot di gusti, culture, tradizioni.

Il talento, l’impegno e i sacrifici ripagano sempre e quella favola in cui ha creduto è diventata realtà.

Gli anni in cui inizia a respirare le stoffe e i tessuti sono quelli in cui frequenta l’Atelier della madre a Reggio Calabria, sito al n°13 di Via Tommaso Gulli, di fronte il Duomo, proprio dove oggi si trova la boutique Versace. Il destino di Gianni era segnato.

Lui, però, puntava già in alto, voleva portare la sua moda in giro per il mondo.

A 25 anni Gianni capisce che per coronare il suo sogno deve allontanarsi da casa. Ecco che nel 1972 inizia un nuovo capitolo della sua vita a Milano. È qui che entra in contatto con i grandi couturier del tempo. Inizia a disegnare per Genny, Complice e Callaghan. Nel 1978 presenta la prima collezione donna firmata Gianni Versace e quell’esordio era già una consacrazione.

È impossibile non rimanere colpiti dalle creazioni di quel giovane che, per tutti è da subito un talento straordinario. Da lì a breve la sua carriera sarebbe stata in ascesa. Il suo genio creativo e la firma distintiva non avrebbero tardato a lasciare un segno. Tuttora indelebile.

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Vista l’importanza attribuita alle immagini, inizia presto la collaborazione con Richard Avedon, uno dei fotografi di moda più conosciuti. Il 1982 è l’anno del metallo, che poi diventerà uno dei leit motif delle collezioni Versace.

La moda ha a che fare con tutte le forme d’arte e Gianni disegna i meravigliosi abiti per la stagione del balletto 1981- 82 del Teatro alla Scala di Milano.

Gli applausi si amplificano e diventano sempre più forti e rumorosi. I riconoscimenti arrivano anche dal Victoria and Albert Museum di Londra e dal Metropolitan Museum di New York.

A lui si deve il fenomeno delle top model. È proprio grazie a lui se negli anni ’80 Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Christy Turlington, Linda Evangelista, Naomi Campbell, hanno invaso le campagne pubblicitarie e le passerelle Versace. E di conseguenza tutte le riviste patinate.

gianni versace

Non c’è dubbio. La svolta epocale che Gianni Versace stava imprimendo alla moda avrebbe segnato le creazioni degli anni successivi. I party memorabili nelle ville sul Lago di Como, come a Miami con i personaggi più noti del jet set, la voglia di vivere che non è mai mancata allo stilista. La volontà di celebrare ogni giorno di quella vita che con lui era stata molto generosa.

Con Gianni Versace vengono sdoganati cliché e antiche retoriche. Si accorciano le lunghezze, così come gli abiti e le mini gonne. Sincronie, incastri di luci e colori, di tessuti e accessori. La parola d’ordine era sperimentare. La curiosità ha fatto di Versace un impero che, oggi, Gianni osserva da una posizione privilegiata.

Tutte le celebrities vogliono indossare Versace. Ma quello è un altro capitolo… che troverete nel prossimo appuntamento della nostra rubrica 😉 gianni versace