27 SETTEMBRE - Sfilate

Rocco Barocco porta in passerella il mondo di Saffo e Fabrizio Corona

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Cosa avranno in comune Fabrizio Corona e Saffo? Ve lo svela la passerella Primavera/Estate 2017 di Rocco Barocco

 

Corona come Saffo. Questa è l’ultima provocazione, che arriva dal mondo del fashion; un accostamento coraggioso e un po’ irriverente ad opera di uno degli interpreti più attenti al mondo classico, con (azzardati?) paragoni letterari, nel panorama di stilisti e designer. Sì perché Rocco Barocco, elegante e fantasioso fashion stylist, pesca, in occasione della sua sfilata nel corso della Fashion Week milanese, uno dei miti della letteratura di tutti i tempi, la poetessa greca Saffo, che 700 anni prima di Cristo fu punto di riferimento di un gruppo di fanciulle in fiore, a cui insegnare i segreti dell’eros. E questa figura disinibita, antesignana in un certo senso delle rivendicazioni di tanto femminismo moderno, ha suggerito allo stilista napoletano i tratti vivaci a motivi floreali delle creazioni, che domenica ha presentato nel défilé a Palazzo del Senato, nel cuore del capoluogo lombardo. Con Fabrizio Corona, con tanto di ciuffo ribelle e tatuaggi coperti in un elegante abito scuro (ma dei quali si intuiva la presenza sotto la camicia volutamente sbottonata), a rappresentare il mentore, lui icona dell’esagerato, o meglio a incarnare la forza esplosiva di quella che fu la rivoluzione della poetessa di Lesbo. Le modelle, quasi tutte silfidi androgine nell’età della pubertà, ben ricordano le giovani fanciulle in fiore, a cui Saffo insegnò le tecniche raffinate dell’eros olistico, dell’amore completo, destinato a far contento il futuro sposo, ma praticabile in ogni occasione, con uomini e donne senza distinzione.

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Fabrizio Corona e Silvia Provvedi

Gli abiti delle fanciulle, proposti da Racco Barocco, coi loro motivi floreali e con un cromatismo decisamente spiccato, ben si adattano all’atmosfera scanzonata del “thìasos” saffico, il giardino dove le giovani educande ricevevano i primi rudimenti sessuali da parte della poetessa-maitresse: in particolare un’ode di Alceo, poeta lirico contemporaneo e conterraneo di Saffo, conferma la giustezza filologica dello stylist partenopeo: in questo suo componimento Alceo, costantemente engagé in agoni politici (“stàseis“) contro agguerrite consorterie rivali e momentaneamente fuori dai giochi, si lamenta perché in esilio era costretto ad assistere a sfilate nel tempio di Hera, nelle quali modelle e modelline incedevano in pepli lunghi e colorati: proprio come i succinti vestiti ammirati a Palazzo del Senato. Un accostamento, curato in ogni dettaglio, che ripropone suggestioni di un periodo remoto, con un’unica, tutto sommato perdonabile pecca: nella cartella-stampa Saffo è attribuita al V sec. a. C., mentre in realtà (basta leggere su Wikipedia) ha vissuto nel VII-VI a. C. Forse la volevano ringiovanire di 150 anni…

Le Donatella, Giulia e Silvia Provvedi

 

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Giulia Provvedi, Gianluca Mech, Silvia Provvedi e Aristide Malnati

 

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Fabrizio Corona e Gianluca Mech

Credits
Foto: Gabriele Ardemagni

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