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28 FEBBRAIO - Moda

I nuovi mostri alle sfilate della Fashion Week milanese…

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Durante l’ultima settimana della moda si è visto davvero di tutto…

Capita a volte, oggi sempre più spesso, che simboli di eleganza, mondi iperuranii, considerati inattingibili, abbiano impreviste cadute di stile, rivelando la loro effimera sostanza. Ed è stato così anche nella recentissima Fashion Week milanese, dove gli dèi dell’Olimpo sono caduti, anzi franati dal loro piedistallo, palesando il loro lato più comico, per non dire grottesco.

È bastato fare un breve giro nella maratona di sfilate ed eventi per cogliere la goffaggine, molto umana in verità, di star e starlette, chiamate a recitare il ruolo di parterre compito e interessato agli eventi, che sovente non si addice loro. E così in una rapida carrellata da galleria degli orrori, o da museo delle cere, cominciamo con Arisa, colta a sonnecchiare a occhi chiusi con tanto di gesto fanciullesco del ciucciarsi il dito (carenze affettive?) durante il momento più solenne della sfilata di Nakashima (ma Arisa lo conosceva? Sapeva dove si trovava o stava transitando per caso da quelle parti e si è seduta come su una panchina al parco? L’importante è esserci, marcare il territorio…).

Un campionario, forse un raduno sapientemente organizzato di “nuovi mostri” prestati al fashion è stato osservato tra smorfie e tic reiterati alla presentazione con relativa sfilata di “Baci stellari”: su tutti la padrona di casa, Valeriona nazionale immortalata dall’impietoso scatto del fotografo nell’atto di risucchiare aria, verosimilmente arrotolando (o contorcendo) la lingua tanto da conferire al suo “dolcissimo” viso un ghigno da creatura satanica, degno di un oste della Bassa Padana. Accanto a lei procedeva in un luccichio di bagliori accecanti Manuelona Arcuri, altra statuaria cariatide del nostro panorama catodico. Tranquilli nessun abuso di flash o di luci artificiali: solo il riverbero delle illuminazioni in sala, riflesso da 36 zanne bianco-quarzite, digrignate in una morsa micidiale e surreale, come se avesse appena addentato (e polverizzato) una consistente costata.

Procediamo con Wanda Fischer-Spagna: ormai non si distingue più chi è chi; è una guerra all’originale fatta a colpi di botox: appena la cantante assume una dose di acido ialuronico, subito la sosia, perfetta copia a misura di ritocchi estetici, si adegua inglobandone la stessa esatta quantità, per non perdere il passo. Il risultato è una corsa infinita al tarocco coi risultati carnascialeschi, che abbiamo ammirato l’altra sera durante il party esclusivo.

Un simile klimax ascendente di maschere da commedia dell’arte, che la Fashion Week milanese ha riproposto nella loro infinita inconsistenza, trova l’incontestabile apoteosi in Solange, uscito da una lavatrice con candeggio sbagliato e immediatamente catapultato per una foto un po’ diversa dal solito tra quattro vigili del fuoco tra il divertito e il perplesso (più il secondo che il primo). Capiamo a questo punto il “Low Profile” di Mercedesz Henger, che per non essere risucchiata nel novero dei “nuovi mostri” quasi in incognito fa la fila coi comuni mortali per entrare alla sfilata di Byblos e timidamente, senza sgomitare, cerca il proprio posto, curandosi di evitare, lei autentica bellezza senza bisturi, cattive compagnie.

Photo Credits: GABRIELE ARDEMAGNI

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