01 MARZO - Moda / Sfilate

Balmain A/I 2019: un consapevole viaggio tra gli anni 20, 80 e il futurismo

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La collezione presentata a Parigi mostra ancora una volta il talento di Olivier Rousteing, alla scoperta di mondi inesplorati e di opposti in sincronia

Prendete gli anni 20. Trasportateli negli 80. E aggiungeteci i 2000. È così che Balmain ha dato vita alla sfilata Autunno/Inverno 2019-20. Atmosfera urban, come in Flash Dance. Olivier Rousteing, direttore creativo della Maison da ormai 8 anni, nonostante la giovane età, continua a fornire un’identità chiara al brand. Il sincronismo degli opposti. La musica classica che apre la sfilata lascia il posto alla disco degli anni Ottanta.

Il rumore dei tacchi scandisce il ritmo della passerella. E il designer ci invita a percorrere la vita con la stessa sicurezza nei passi. Giusti o sbagliati che siano, l’importante è avere un obiettivo. Lui, ce l’ha e lo dimostra chiaramente in ogni collezione.

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⠀ ⠀⠀⠀⠀#FTMRunway / @Balmain fall/winter 2019 show by @Olivier_Rousteing. #Balmain #BalmainFW19 #BalmainArmy #OlivierRousteing #pfw #parisfashionweek #fw19 #rtw #runway #model #fashion #style #beauty #backstage / photography by: @gersonlirio x @fashiontomax

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Le piume degli anni 20, le spalline maxi degli anni 80, le forme futuristiche e strutturate iper moderne. Si traducono in un armonico contrasto in cui gli opposti si completano vicendevolmente. L’aria bon ton e romantica di seta e fiocchi viene smorzata dalle borchie appuntite.
Il pied de poule viene accostato al pvc. L’organza impalpabile da vita a camice che diventano vestiti. E poi il jeans. Impreziosito da strass e glitter, diventa una valida alternativa anche per le occasioni più speciali.

Bellissime le mini gonne a trapezio. Rigide, in vernice, tempestate da Swarovski o brillantini. Le classiche Mary Jane abbracciano la caviglia con le borchie. I cerchietti con maxi pietre brillanti diventeranno un must have, un po’ come le cinte a vita alta in pvc. Le cappe stile impero si colorano di vernice. Di piume. Di tagli simmetrici e imponenti.

Mini bag a secchiello con il nuovo logo della Maison vengono portate a mano. Cuissards in vernice rendono pop persino le rose glicine. Il romanticismo 3.0 è fatto di sogni che si svegliano dai cassetti e spingono a ballare. Proprio come ha fatto alla fine della sua sfilata Olivier, che non smette mai di ringraziare la sua famiglia adottiva per avergli permesso tutto questo. Appena si pensa di indovinare il prossimo accostamento, Olivier sorprende ancora. E ancora. Stupisce, come solo pochi geni creativi sono ancora capaci di fare. E non sorprende che sia a capo di una Maison così importante, nonostante i suoi 33 anni. La sua scommessa l’ha già vinta e lo dimostra con consapevolezza.

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