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22 SETTEMBRE - Moda / Sfilate

La clinica Gucci P/E 2020 e le uniformi come strumento di omologazione

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La collezione primavera/Estate 2020 è un invito a riflettere sui confini della libertà di espressione, sui diktat imposti dalla società

“Il piano è essere felici”, “Mostrare ciò che si è realmente”. La sfilata Gucci Primavera/Estate 2020 riesce a sorprendere ancora una volta. E a mandare un messaggio potente: la moda non ha a che fare solo con i vestiti. Anzi non è mai fatta solo di vestiti. La moda dialoga, racconta storie, interpreta vite, anticipa cambiamenti culturali. Così, Alessandro Michele riesce a scattare ancora una fotografia della società di oggi attraverso le sue creazioni.

Ad aprire la sfilata il tema dell’alienazione. Scorre un tapis roulant di emozioni: sessanta modelli vestiti di bianco, con lo sguardo perso nel vuoto. E con delle uniformi che li rendono tutti uguali, imposte dalla società e da chi la controlla. Il messaggio è chiaro, anche attraverso le parole in sottofondo: “Not a normal person”, “I compare myself to myself“. Cos’è la normalità? Quali sono i metri di giudizio ai quali ci dovremmo allineare? Chi è quel qualcuno a cui diamo il potere di dirci chi e come essere? Il direttore creativo della Maison ridefinisce i confini della normalità e li cancella una volta per tutte. Sembra abbracciarci tutti e dirci “puoi essere ciò che vuoi”. La passerella ha tutta l’aria di essere una clinica.

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Bright lights and moving walkways in a clinical space, a first look at the #GucciSS20 show space. See @alessandro_michele’s new women’s and men’s collection debut on @instagram Stories and @youtube today at 4:00pm CEST. #AlessandroMichele #mfw

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Un messaggio straordinariamente provocatorio e del tutto insolito da lanciare per un brand di moda del calibro di Gucci. Eppure, la moda dimostra di essere lo strumento più potente per lanciare messaggi di non omologazione.

Se le prime collezioni di Alessandro Michele (arrivato nel gennaio 2015 da Gucci) ci hanno spiazzato, ora abbiamo imparato a capirle. Ci lascia confusione e stupore insieme, ma ci spinge a riflettere. Davanti alle sue sfilate, che sono veri e propri viaggi nell’animo umano, non si può non rimanere a bocca aperta. Le collezioni possono piacere o meno, ma si torna a casa arricchiti. E pieni di domande esistenziali. Indaga l’essenza dell’essere umano, sviscera concetti apparentemente scontati e li rielabora. I pensieri diventano tessuti, paillettes, scarpe, accessori.

 

In questa Collezione Primavera/Estate 2020 ci sono veli e trasparenze, ma anche materiali più pesanti. Accostamenti sorprendenti come glicine e verde, terra bruciata e turchese, verde acqua e oro. Ci sono body scintillanti, longuette con profondi spacchi, geometrie di paillettes, pizzo, cappe, tailleur logati, completi in jeans.

Gli accessori sono dettagli importanti. Spille giganti con farfalle, chocker in vernice, maxi catene per gli occhiali, scarpe di colori diversi. E anche se starete strizzando il naso, sappiamo già che sicuramente le indosserete. Perchè Gucci riesce a convincere anche quando non siamo convinti. Ribalta confini e convinzioni.

Sul finale la musica lascia il posto ad affanni, si avvertono dolore e liberazione. Non si può rimanere impassibili davanti alle provocazioni di Gucci. E gli interrogativi che pone a ciascuno Alessandro Michele, ottengono una risposta alla fine. Non siamo nessuno per giudicare scelte di vita, di moda. Così, ritornando alle prime uscite della sfilata Gucci P/E 20, le uniformi, diventano lo strumento di partenza imposto dalle società. Rappresentano come, attraverso la moda, si esercita potere sulle vite altrui e si elimina la libertà di espressione del singolo. 

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last show in milan and it was a great one! thank u for having me @gucci ❤️

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Gucci Conveyor @gucci @alessandro_michele #Gucci #GucciSS20 #AlessandroMichele

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#GUCCI #グッチ #MFW #thebestrunways2020ss #SPUR #fashion #mode #follow #newin #2019

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GUCCI: “I like things that are not easy to understand- that is sexy.” Alessandro Michele

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