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‘Miss Americana’, Taylor Swift: «Ho smesso di essere come mi volevano gli altri»

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Il documentario è uscito su Netflix dopo una disputa con il suo ex manager

Miss Americana” è il documentario di Taylor Swift uscito su Netflix il 31 gennaio. È stata un’uscita molto travagliata, a causa delle battaglie legali che la popstar ha dovuto combattere contro il suo ex manager. Le fragilità e le insicurezze diventano i punti di forza di un racconto sincero. Tante le affermazioni forti che mai ci saremmo potuti aspettare da quella biondina, apparentemente molto sicura di sé, famosa in tutto il mondo.

“Avevo la popolarità, avevo succcesso, ma che me ne facevo se non sapevo con chi festeggiare?”

L’assenza di affetti veri. Le mancanze e le rinunce.

L’unica figura sempre accanto alla Swift è la mamma, “quando si è ammalata di tumore ho capito che tutto il resto era secondario” afferma la cantante in un momento molto toccante del documentario.

La scalata per il successo avviene a soli 13 anni, ma è a 9 che Taylor scrive la prima canzone e la canta suonando la chitarra. Poi arriva il primo contratto con la Sony e a 17 è sicura che quella sarebbe stata la sua strada. Poi dalla musica country si sposta alla pop. E lo fa in una maniera tutta sua. Il suo timbro unito allo stile tutto personale ne fanno un unicum nel panorama della musica internazionale.

Il primo crollo avviene quando Kanye West interviene sul palco mentre Taylor stava ritirando il premio agli MTV VMAs come “miglior video” nella categoria donne. “Beyoncè ha fatto il video più bello della storia” ha urlato al microfono il rapper, seguito da fischi. “Ci sono stata malissimo, mi sono chiusa in me stessa. Solo dopo ho capito che quei fischi non erano rivolti a me, ma a lui, inizialmente ho pensato che tutti stessero fischiando me. Prima ero sua fan, ma è stato umiliante”.

Dopo tre anni di silenzio, in cui è stata accusata di essere falsa e costruita, Taylor torna con “Reputation” fregandosene di quello che gli altri volevano diventasse. Si espone in politica, dice la sua sulle unioni omosessuali, sui diritti delle donne. Combatte una causa di molestie e la vince.

“Mi dicevano che non ero in forma, e così mi allenavo e non mangiavo. Poi iniziavo a dimagrire troppo e dicevano che non avevo forme. Per fortuna poi ho smesso di essere come mi volevano gli altri“.

E così, ora, sulla soglia dei 30 anni si è liberata dei giudizi delle persone. Ha una carriera brillante, un compagno molto riservato che diventerà presto suo marito (Joe Alwyn) e ha, finalmente, di nuovo in mano la sua vita.

 

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I actually did grow up on a Christmas tree farm. In a gingerbread house, deep within the yummy gummy gumdrop forest. Where, funnily enough, this song is their national anthem. #ChristmasTreeFarm song and video out now 🎄

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I was up there because of you and I know that every minute of every day ❤️ photo by 📸 @kevincwinter @gettyentertainment

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