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09 LUGLIO - Lifestyle

“Sdraiato in cima al mondo” il libro dell’alpinista Cala Cimenti

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L’italiano è stato nominato uno dei migliori alpinisti al Mondo

Cala Cimenti, alpinista italiano conosciuto in tutto il mondo è stato nominato tra i migliori alpinisti mondiali dalla giuria del Piolets d’Or 2020 per la prima ascesa e discesa con gli sci della parete nord-est del Gasherbrum VII. Il premio, massimo riconoscimento per il mondo dell’alpinismo, verrà assegnato in Polonia in occasione del Ladek Mountain Film Festival (11 – 22 settembre 2020).

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Quei momenti quando desideri che arrivi l'alba più di ogni altra cosa e che spunti il sole da dietro le nuvole. Canale Marinelli dalla Sibelsattel il primo giorno d'estate. Ma lassù non pareva proprio estate… 🙂 #alwaysgoodtimes #summerdays #powderdays #ski #bigday @mammut_swiss1862 @elanskis @masterspoles @atk_bindings @cebe_eyewear @dynafit @bandavej

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L’uomo ha da poco anche sconfitto il Covid – 19 e si  gode l’uscita del suo libro “Sdraiato in cima al mondo” edito da Sperling & Kupfer, il racconto dell’impresa alpinistica e del tragico incidente avvenuto in discesa al compagno Francesco Cassardo.

Sento un urlo strozzato, il tono è un misto di stupore e terrore, alzo gli occhi che avevo appena abbassato sulla macchina fotografica e vedo quello che non avrei mai voluto vedere: Francesco commette un errore proprio lì, all’altezza del seracco dove la discesa si fa più ripida e la neve diventa più dura. Proprio lì dove sbagliare con gli sci ai piedi significa morte quasi certa. Inizia a cadere.

SINOSSI

Cala Cimenti, scalatore e sciatore d’alta quota, è appena arrivato sulla cima dell’inviolato G7. È il primo a mettere piede lassù: l’entusiasmo è alle stelle e i suoi sci reclamano la prima discesa su quella parete immacolata. È molto ripido e la neve è dura. Ma l’ebbrezza e l’adrenalina non lo distraggono, lo mantengono vigile e attento. Finita la discesa, Cala si guarda intorno e prende la macchina fotografica per filmare il suo compagno di scalata, Francesco Cassardo. Ma un urlo strozzato rapisce la sua attenzione: Francesco sta cadendo. Testa e piedi, testa e piedi: in un susseguirsi di capriole, acquista subito velocità, e presto la montagna ammantata di bianco si colorerà del suo zaino, dei suoi vestiti e di macchie rosse.

Si apre qui il libro Sdraiato in cima al mondo, in cui  Cimenti racconta la sua avventura e il suo lungo viaggio, iniziato sul Nanga Parbat e terminato alle pendici del Gasherbrum VII.

È l’estate del 2019 quando Cala decide di partire per questa doppia impresa.

Prima tappa, il Nanga Parbat: la nona vetta più alta del mondo, soprannominata «la montagna assassina» per via dell’elevato numero di avventurieri che non hanno più fatto ritorno, era diventata un sogno proibito. Insieme a una coppia di alpinisti russi, Vitaly e Anton, Cala affronta la montagna senza scrupoli. La loro compagnia, goliardica e divertente, rende più lievi le giornate, ma non le salite. Perché, tra percorsi quasi impraticabili e valanghe improvvise, il maestoso e maledetto Nanga mette Cala a dura prova, ponendogli di fronte ostacoli e imprevisti. Ma la ricompensa, vista dagli 8.126 metri della cima, è immensa.

Sarà il G7, la seconda tappa, a fargli vivere una delle più terribili avventure della sua vita: dopo la caduta accidentale, Francesco rischia di morire in modo impietoso. Il tributo, fisico ed emotivo, richiesto a Cala per salvare il compagno è davvero grande: i soccorsi non riescono ad arrivare e le notti si susseguono a temperature gelide e senza tenda. Sarà grazie alla collaborazione con la moglie Erika dall’Italia che riuscirà a mantenere il sangue freddo e ad aspettare i soccorsi che, infine, porteranno in salvo Francesco.

Una storia di avventura e perseveranza, di amicizia e di amore, di coraggio e di speranza.

CARLALBERTO CALA CIMENTI è uno scalatore e sciatore estremo. Sportivo e amante dei viaggi, sin da bambino ha fatto esperienze in alta quota, partendo dai nostrani Monte Bianco, Monte Rosa e Gran Paradiso. Dopo aver raggiunto le cime del Cho Oyu (8.201mt) e del Manaslu (8.163), decide di ridiscendere ognuna delle montagne scalate con gli sci. Anche per questo gli viene conferita l’onorificenza Snowleopard, primo e per ora ancora unico italiano. È stato il primo a salire in vetta al Gasherbrum VII e a realizzarne la discesa integrale con gli sci. Dopo essere risultato positivo al Covid-19, ad aprile 2020 ha ottenuto la sua più grande conquista: la guarigione.

 

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