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Interviste / Lifestyle

Quando il lusso incuriosisce: Franco il nomade

02 Agosto 21 / Scritto da:

Franco il Nomade nasce da un’idea originale di Maria Vittoria Paggini. Appassionata di interior design, innamorata delle case come luoghi emozionali dove esternare la sua innata attitudine al bello, ha dato vita al progetto Franco il Nomade per condividere una nuova idea di viaggio. Con un camper che è una “casa” in movimento da personalizzare a seconda delle esigenze, ma anche dei desideri e dei sogni di chi la vive. Trasformandola, di volta in volta, in ufficio, boutique, salotto… facendo proprio un “way of life” che diventa uno “slow trip” per un’Expetience nel segno di un lusso mai urlato, sempre sussurrato. Per chi sa scegliere il bello.

Franco il nomade sta facendo parlare di sé nei luoghi più esclusivi della vita mondana italiana da Forte dei Marmi a Porto Cervo, da Cortina a Taormina. Tutti lo guardano con interesse e perché no vorrebbero farci una meravigliosa vacanza nel lusso di un concetto nomade. Che vogliamo crederci o no la nuova tendenza del lusso è quella del “lusso nomade”. Abbiamo intervistato Maria Vittoria Paggini, mente creativa e innovativa di un concept completamente destrutturato dalla “normalità” del lusso.

Chi è Maria Vittoria Paggini?

Sono un’interior designer autodidatta. Ho una innata passione per l’arredamento e le case.

Come nasce Franco il nomade?

Franco il Nomade è un camper, che non è solo un camper. È il portavoce di un concetto di lusso itinerante legato alla più alta espressione dell’Italian lifestyle. Il suo spirito nomade, senza fissa dimora, lo porta dove vuole: long trip o slow trip, staycation o workation, si adatta con versatilità e creatività a ogni scelta: un’avventura “on the road”, senza limiti di tempo e di spazio per riappropriarsi in modo consapevole della propria vita, concedendo al viaggiatore il piacere di muoversi, di scoprire, di emozionarsi. Senza regole scritte, senza schemi prestabiliti. Rallentando i propri ritmi, allargando la propria libertà.

Cosa rappresenta Franco il nomade al tempo dei millennials e ancor più dei perennials?

Franco il Nomade è la tua casa, ovunque tu vada.  È il viaggio come libertà assoluta: di pensiero, di emozione. È un’esperienza di viaggio da condividere. È sentirsi a casa nel mondo.

Franco il Nomade è un camper multitasking, un innovativo luogo itinerante, un “contenitore” multifunzionale personalizzato di volta in volta con uno o più brand made in Italy pensati per le persone che lo abitano e per arricchire lo spazio, ma anche con un progetto o un’attività che lo rendono un luogo privilegiato per un’esperienza totalizzante: tutto è pensato per rendere il tempo del viaggio appagante non solo dal punto di vista pratico, ma anche estetico e, soprattutto, emozionale. Trasformato così in un’Expetience store itinerante, in uno spazio chiuso che si riconcilia con lo spazio aperto, mette il viaggiatore sempre al centro di ogni avventura, dentro e fuori dal camper.

Il lusso nomade è possibile?

Influencer itinerante, perché?

Perché comunque si voglia vedere la vita è un viaggio, il viaggio più bello che si può offrire attraverso i Social è quello vero, on the road tra lusso, mondanità e voglia di essere nomade e ricercatore di sé stessi. Perché il viaggio non è vacanza bensì colloquio intimo con sé stessi e il mondo in un contenitore perfetto fatto di lusso e unicità come Franco può offrire.

Cosa è per Franco il viaggio?

Franco il Nomade è anche il “contenuto” stesso dell’itinerario, guida il viaggiatore verso nuove mete: come un vero e proprio influencer si eleva a narratore privilegiato di ogni esperienza, racconta storie, indirizza messaggi, condivide informazioni, scambia comunicazioni, trasmette emozioni, interagisce con la sua community. Attraverso il coinvolgimento di un parterre di influencer, che sono anche suoi follower, è il protagonista di viaggi alla scoperta delle meraviglie del Made in Italy. Può essere così sinergico e unire la sua duplice natura di “contenuto” e di “contenitore” per creare nuovi percorsi “customizzati” basati su una comunicazione condivisa “On the Road” nel senso più puro del termine.