13 LUGLIO - Lifestyle

Il cuore e l’umanità delle persone celebri (e non) arriva in Puglia

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La strage causata dallo scontro dei due treni fa riflettere sulle due facce dell’Italia e delle persone…

Quando giungono notizie come quella di ieri, 12 luglio, dello scontro dei due treni in Puglia si ferma il cuore. E non solo quello di chi, purtroppo, ha avuto la peggio e per una tragica fatalità si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Si fermano i cuori di tutti e ci si sente inermi di fronte agli eventi e alla vita stessa. È in momenti come questi che si prende atto della finitezza umana, di quanto ci si può opporre agli eventi, stravolgere i piani, ma non si può nulla contro l’ineluttabilità della vita. Si sente parlare di errori umani, di sviste, di superficialità, (sarebbero state proprio queste le cause dell’incidente) e poi c’è un’altra umanità. Quella delle manifestazioni di affetto, della solidarietà, di chi si è recato presso l’ospedale più vicino per donare il sangue, di chi ha usato la propria popolarità per diffondere i numeri d’emergenza (e non per il solito selfie).

C’è chi ha rivolto un pensiero, un gesto, una preghiera a chi è stato colpito dall’incidente in prima persona. A chi ha perso i propri cari, a chi attendeva il loro arrivo, a chi li ha salutati e non sapeva che quella sarebbe stata l’ultima volta. E magari li avrebbe abbracciarti di più. Stretti di più. Amati di più. Purtroppo sono sempre le tragedie a farci riflettere sul modo in cui viviamo, sulle scelte e sulle priorità attribuite alle cose e alle persone che affollano le nostre giornate.

La rabbia, il risentimento e il dolore per un’Italia divisa dalle differenze e dagli scarti tecnologici, per un Sud abbandonato, dimenticato, e così terribilmente lontano dal 2016. Tratte autostradali interrotte, in cui proseguono lavori che non vedono una fine. Regioni scollegate, in cui regna l’approssimazione, laddove dovrebbe esserci solo indignazione. Basti pensare che sulla tratta Bari-Barletta i due treni diretti verso un’unica corsia partono ancora con fonogrammi e palette, esattamente come 60 anni fa. Ed è inammissibile. Se ogni fine prevede un nuovo inizio, la rabbia e l’indignazione di ieri devono trasformarsi in apertura verso il progresso, verso la civiltà di oggi.


 

 

 

 

E poi c’è chi si affida alle immagini, perché a volte le parole non bastano…

 

Puglia sei una terra splendida che sto scoprendo per la prima volta.. Siamo vicini a tutte le vittime dell'incidente di oggi

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