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Nichi Vendola parla del piccolo Tobia: «Per lo Stato non è ancora mio figlio»

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L’ex presidente della Regione Puglia ha parlato di suo figlio Tobia durante l’intervista rilasciata al Corriere Della Sera

Per lo stato non è ancora mio figlio“: una dichiarazione forte, che assomiglia a una richiesta d’aiuto. Nichi Vendola ha parlato così durante un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Peccato che di solito queste richieste vengono dai cittadini comuni e non da chi è stato Presidente della Regione Puglia (dal 2005 al 2015) e leader di Sel (Sinistra Ecologia Libertà). Tutti hanno gli stessi diritti politici e non, ma il signor Vendola ha avuto la possibilità di cambiare le cose e perché non lo ha fatto?

Vendola risponde così:

Ho fatto un figlio e non mi pare sia passato inosservato. Ma il mio primo dovere è tutelarlo. Sono stato una bandiera dei diritti gay, ma non voglio fare di mio figlio una bandiera.

In questi giorni si parla molto di diritto alla vita e non, di quei diritti che ancora lo stato italiano non riconosce. Così come è passato inosservato l’appello di Fabo probabilmente accadrà anche per quello di Vendola.

Eppure le cose, forse, stanno cambiando. La Corte d’Appello di Trento ha riconosciuto, infatti, per la prima volta nella storia dell’Italia, la possibilità di essere considerati padri dei due bambini avuti tramite maternità surrogata.

Proprio la via della maternità surrogata era stata scelta da Vendola e dal compagno Ed Testa, che si erano dovuti recare in California: un anno fa era così nato Tobia.

Un bambino che per lo Stato non è ancora figlio dell’ex leader di Sel. Una situazione drammatica in cui si trovano tantissime coppie omosessuali ma che cattura l’attenzione solo quando a parlarne sono i politici…

 

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