01 NOVEMBRE - Lifestyle / People

“Frida. Viva la Vida”: il docufilm sulla vita dell’artista

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Presentato in anteprima al  Torino Film Festival 

Frida Kahlo è una delle artiste più affascinanti dell’ultimo secolo, a causa e grazie alla sua arte, alla sua storia personale è riuscita a incuriosire generazioni diverse. Il suo docufilm, “Frida – Viva la Vida” verrà così presentato in  anteprima al 37° Torino Film Festival – Sezione Festa Mobile e sarà disponibile al cinema solo nelle date del 25, 26 e 27 novembre.

L’artista messicana, segnata dai dolori fisici, a causa, prima di una malformazione e dopo di un incidente, riuscirà a riversare le sofferenza fisica insieme a quella amorosa, dovuta al complesso matrimonio con l’artista Diego Rivera (che la tradirà più volte), nell’arte.

 

Frida è così diventata, purtroppo solo dopo la sua morte, un’icona pop in grado di raccogliere centinaia di migliaia di visitatori nelle mostre a lei dedicate e di ispirare libri, fumetti, canzoni, film e persino sfilate di moda.

Il docu film è diretto da Giovanni Troilo, prodotto da Ballandi Arts  e Nexo Digital, in collaborazione con Sky Arte, propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).

Nel documentario verrà dipinta l’immagine della Frida artista ma anche delle donna impegnata politicamente e attiva anche e soprattutto per i diritti al femminile. Un excursus della sua storia, del suo stile e della forza d’animo che le ha permesso di riversare tutto il suo malessere nella pittura.

Sarà l’attrice e regista Asia Argento a condurre lo spettatore alla scoperta dei due volti della pittrice, seguendo un fil rouge costituito dalle parole della stessa Frida: lettere, diari e confessioni private. Lo spettatore scoprirà come l’opera della pittrice affondi le sue radici nella pittura tradizionale dell’800, nei retablos messicani, oltre che nell’arte e nell’impegno di uomini del suo tempo, dal compagno di una vita, Diego Rivera, a Trotsky. Del resto, dopo la rivoluzione del 1910, il Messico aveva provato a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana in cui anche Frida esplorò l’identità degli opposti: dolore e piacere, tenebre e luce, luna e sole, la vita nella morte e la morte nella vita. Ripercorrere la vita di Frida Kahlo significherà così cercare il punto di contatto tra la sofferenza delle vicende biografiche e l’amore incondizionato per l’arte.

Nel documentario sarà possibile vedere per la prima volta fotografie, vestiti e altri oggetti personali di Frida conservati negli archivi del Museo Frida Kahlo normalmente non accessibili al pubblico, oltre alle stampe originali delle fotografie scattate da Graciela Iturbide durante l’apertura del bagno di Frida nel 2004.

Ci saranno poi le testimonianze e gli interventi di esperti e artisti: Hilda Trujillo, che dal 2002 dirige il Museo Frida Kahlo, uno dei tre musei più visitati di Città del Messico che sorge nella Casa Azul che fu dimora della pittrice, e il Museo Anahuacalli; la fotografa messicana Graciela Iturbide; il muratore e operaio Alfredo Vilchis, divenuto artista quasi per caso dipingendo miniature; la fotografa Cristina Kahlo, pronipote di Frida; l’insegnate d’arte del Wellesley College e curatore aggiunto di arte latinoamericana al Davis Museum James Oles; Carlos Phillips, amministratore delegato del Museo Frida Kahlo, dell’Anahuacalli di Diego Rivera e del Museo Dolores Olmedo; la ballerina Laura Vargas.

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