11 LUGLIO - Lifestyle

Euro 2016: la notte di Cristiano Ronaldo

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È stata la notte di Cristiano Ronaldo. Il capitano del Portogallo è passato dalle lacrime per l’infortunio a sollevare la coppa da Campione d’Europa

 

È passato dalla disperazione alla gioia. Un climax di emozioni. Per Cristiano Ronaldo, in arte CR7, la finale di Euro 2016, Portogallo – Francia, era la partita, la possibilità di coronare una carriera già quasi perfetta e lui lo sapeva.

Dopo 25 minuti il suo sogno di essere protagonista della finale svanisce, crolla come un castello di sabbia a causa di un infortunio al ginocchio, provocato da un durissimo intervento di Payet (attaccante francese del West Ham).

Lui ci prova a rialzarsi, non vuole abbandonare i compagni nella partita delle partite, eppure si deve arrendere al dolore lancinante. Piange, come un bambino, disperato, non gli sembra vero.

La sua finale si interrompe brutalmente e nella maniera peggiore con un fallo piuttosto cattivo che ha provocato anche il rimprovero di mamma Dolores Aveiro, ovvero la madre di CR7.  “Non posso vedere mio figlio in questo stato. Il calcio è colpire il pallone non fare male all’avversario” ha cinguettato sul profilo Twitter la signora.

A prescindere dalle polemiche, forse l’arma in più del Portogallo è stato avere Cristiano in panchina. La partita non è andata oltre lo 0 a 0 nei tempi regolamentari, ci sono voluti i supplementari per decretare i Portoghesi campioni d‘Europa.

Come nelle favole, nel momento del bisogno, il condottiero più valoroso, ha trovato il modo di sostenere i suoi. Ronaldo è stato in piedi in panchina a incitare i suoi, a soffrire come se fosse lui in campo, a esultare, come se fosse un tifoso, al gol del suo compagno Eder. Dalle tensione non si rende quasi conto, di aver rifilato un pugno sul ginocchio di Adrien Silva, dopo un’azione sprecata dai compagni.

La sua favola ha un lieto fine. Finalmente la partita termina con il risultato di 1  a 0 per il Portogallo e Ronaldo può sollevare il trofeo e lasciarsi andare a tutte le emozioni del momento, dimostrando, ancora una volta di essere un campione di altri tempi.

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