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Clemente Russo: storia di un pugile messo K.O da se stesso

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Clemente Russo pugile italiano e della nazionale, medaglia Olimpica a Londra e Pechino è stato cacciato dal Grande Fratello: il crollo di uno sportivo

Campano doc, guantoni alla mano e qualche medaglia al collo. Perché se non ve lo ricordaste Clemente Russo è in primis, o forse era (anche dopo le polemiche e la débâcle di Rio 2016) uno sportivo.

Eppure si sa, il confine tra essere sportivi e volere essere famosi è labile. La lezione della “Talpa” il reality show a cui partecipò nel 2008 e la sospensione dalla Polizia di Stato per aver partecipato alle riprese di “Tatanka” ispirato a un racconto di Roberto Saviano non gli sono serviti.

La delusione delle ultime Olimpiadi, forse, ha influenzato la scelta di Clemente di partecipare al Grande Fratello Vip. A Rio il pugile non è andato a medaglia in quella che è stata la sua ultima partecipazione ai giochi.

Clemente Russo

Amarezza, rabbia e delusione, visto che, sia a Pechino 2008 che a Londra 2012 era salito sul secondo gradino del podio conquistando il titolo di vicecampione olimpico.

Forte sul ring, un po’ meno forte fuori. Ieri sera, durante la puntata, l’organizzazione del Grande Fratello gli ha inflitto un severo, ma giusto K.O, costringendolo ad abbandonare il gioco. Un gancio subìto, di quelli che però puoi prevedere.

Clemente non ha dimostrato la tempra, l’onestà e la sincerità e soprattutto l’umiltà tipica di chi pratica sport, sembrava semplicemente l’ennesimo in cerca di fama e successo. Prima le parole omofobi contro Bosco Cobos e poi i commenti a dir poco sgradevoli nei confronti dell’ex moglie di Stefano Bettarini, Simona Ventura.

Il pugile, incalzato da Ilary Blasi si è scusato: “Era una frase detta per aiutare Stefano. Non ho mai dato uno schiaffo a mia moglie, ho anche tre figlie femmine – ha dichiarato Russo – mi scuso con tutte le donne del mondo, e per me parla la mia vita, il mio impegno nel sociale. Mi scuso umilmente, inchinandomi, con Simona Ventura: la conosco e non penso minimamente le cose dette. Altre scuse le voglio porgere alle istituzioni che rappresento“.

La Polizia Penitenziaria di cui fa parte Clemente Russo si è dissociata dalla sue dichiarazioni. Gli sportivi e “gli uomini in divisa” dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio, invece il pugile ha dimostrato come la brama di successo sia stata messa prima di ogni valore.

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