21 DICEMBRE - Lifestyle

Il caso Bellomo: abbiamo bisogno di “50 sfumature di rosa”

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Rosa Calvi e Carla Pernice hanno denunciato il Magistrato che imponeva succinti e umilianti dress code alle allieve

Ogni giorno ci sono circa 11 donne violentate in Italia. E il numero aumenta a dismisura se parliamo di violenze verbali o non portate a termine.

Tra queste ultime rientrano diversi episodi di cronaca ancora irrisolti. Uno su tutti il caso Bellomo. Noto per gli eccellenti corsi di formazione per diventare magistrato, il consigliere di Stato Francesco Bellomo, oltre ad essere un giudice rinomato, tiene dei corsi.

I suoi allievi risulterebbero essere i più preparati all’esame di magistratura. Si tratta di corsi non proprio accessibili a tutti, visto che il costo si aggira attorno a migliaia di euro. Per gli studenti più meritevoli, però, sono previste borse di studio e frequenza gratuita ai corsi. A che prezzo? La firma di un contratto che prevede un dress code obbligatorio che vincola le ragazze a indossare minigonne, maglie dagli scolli profondi e scarpe tacco dodici. Oltre ad obbedire a un “agente superiore”: il giudice Bellomo in persona.

Sembrerebbe il “contratto” del romanzo “50 sfumature di grigio” e invece è la triste realtà. Così Rosa Calvi non ci sta e si ribella alle imposizioni assurde e maschiliste. Conseguenza? L’espulsione dal corso.

Dopo di lei altre ragazze hanno avuto il coraggio di dire “no” e di denunciare. Sembra assurdo che per raggiungere i propri sogni, nel 2018 ancora ci sia una mentalità retrograda che svilisce l’esser donna, eppure, quotidianamente ci si trova a dover far fronte a situazioni di questo tipo. La maggior parte delle quali non vengono neppure denunciate.

L’unione fa la forza, ma quella delle donne di più. Perché hanno una fonte inesauribile di vitalità che nessun uomo potrà strappare via, perché nasce con loro. Vive dentro di loro. La forza di Rosa Calvi e di Carla Pernice deve essere un monito. Un esempio da seguire sui tacchi o sulle sneakers. Con i capelli lunghi o corti. Con la bellezza di esser donne, con tutte le sfumature di rosa possibili. E un solo contratto: quello firmato con noi stesse.

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