12 OTTOBRE - Lifestyle

Amo i risvegli all’alba, perché ogni volta è una piccola rinascita

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I risvegli che mi piacciono…

Care lettrici, cari lettori, adoro i risvegli.

A partire da quello di Roma, città nella quale mi trovo a lavorare un paio di giorni la settimana. Mi piace sorprenderla ancora addormentata, verso le sei e mezzo del mattino, quando i suoi palazzi seicenteschi, le sue cupole barocche, i suoi marmi centenari si tingono di rosa, stagliandosi su per il cielo azzurro.

Anche i sampietrini sono più lucidi e non fai neppure più caso all’immondizia. Per la strada incontri giovani preti che vanno di fretta, chissà dove poi, suore che camminano sorridenti a due a due, turisti che trascinano stanchi di prima mattina il loro trolley. I primi bottegai alzano le loro saracinesche temendo di fare rumore e la città è ancora lì tutta per me, prima di lasciarsi divorare dai rumori e dalle torme dei turisti.

E poi c’è il risveglio dei parchi, che quando sono a casa attraverso ogni mattina per la mia passeggiata quotidiana. Qualche signora con il cane, due o tre manager in pantaloncini che corrono prima di infilarsi la grisaglia, le anatre assonnate nel laghetto, che fendono in silenzio l’umidità lattiginosa che sale dall’acqua con le loro zampe palmate.

Il risveglio più bello resta quello della mia Cortina, quando i primi raggi del sole accendono di fuoco la Tofana di Rozes o il Cristallo o quando i larici arrossiscono, ma non di vergogna, sotto i colpi dell’autunno che avanza. Che sia in città o in montagna, il risveglio dà sempre una grande energia: quella della vita che riprende, che si rianima alla prima luce del giorno.

Alzi lo sguardo e vedi le finestre che piano piano si illuminano. E ti immagini le scene di vita familiare che si consumano lì dentro. I primi sorrisi, i primi abbracci, i primi litigi. Da qualche parte, se sei fortunato, senti ancora il suono delle campane, che annunciano la prima messa del giorno e d’un tratto ti ritrovi bambino, in mezzo a suoni che sembrano sepolti per sempre.

È un peccato perdersi tutto questo per starsene un’ora in più sotto le lenzuola. Quello del risveglio è tempo ben speso. Senza contare che, non si sa per quale ragione misteriosa, anche le persone quando si incontrano faccia a faccia durante questo momento sospeso della giornata, si guardano in faccia sorridendo. Qualcuno accenna un saluto, un piccolo gesto. Ci si sente perfino meno soli. Per questo amo l’alba. Perché ogni volta è una piccola rinascita. Alla prossima!

 

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