13 MARZO - Cucina

Chef Rubio: “A Gaza tutti sognano una vita libera e danno una grande lezione di dignità umana”

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La carovana del Gaza Free Style 2020: “una grande lezione di dignità umana a tutti noi”, l’ha definita lo chef

Una storia fatta di volti, di espressioni, di pieghe sui volti, rughe che hanno una storia da raccontare. E proprio quelle storie, Gabriele Rubini, alias Chef Rubio, le ha volute scoprire e raccontare. Post su Instagram, foto, scatti che catturano l’essenza più vera di chi ogni giorno vive a Gaza, una terra dimenticata, difficile.

Gaza Freestyle Festival, un progetto importante, nobile, un collettivo di operatori il cui obiettivo è organizzare progetti di emergenza umanitaria per aiutare la popolazione diffondendo messaggi d’inclusione attraverso attività culturali e sportive come lo skate, il circo, la cucina, la musica e laboratori di educazione all’affettività. Un realtà solidale e volontaria, autofinanziata attraverso raccolte fondi a cui inviare libere donazioni anche online.

Non solo progetti atti all’inclusione delle popolazione di Gaza, ma anche piani per la riqualificazione ambientale, territoriale e culturale a lungo termine, in un’area complessa, dove i confini terrestri e lo spazio aereo di fatto rimangono controllati militarmente da Israele.

“Le frontiere, aperte a singhiozzo, pongono la popolazione in uno stato di assedio costante – spiega Gabriele- Nonostante la Striscia di Gaza sia teatro di guerre e bombardamenti, con violazioni sistematiche dei diritti umani, la popolazione cerca ogni mezzo possibile per sognare una vita libera, dando una grande lezione di dignità umana a tutti noi. I giovani in particolare sono stati capaci di trasformare scenari di macerie in autentici palcoscenici su cui mettere in scena la propria arte, la propria esistenza e il proprio desiderio”.

Proprio grazie alle donazioni del GFF, che da anni sostiene lo spirito creativo e produttivo di Gaza, si è riusciti a costruire il primo skatepark della regione, a ridosso del porto di GazaCity, oggi divenuto autentico luogo ricreativo e di ritrovo della città. Un’area Freestyle riconosciuta da tutte le crew di Gaza.

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La pasta alla salsa di pomodoro e basilico per i 450 ragazzi ospiti del carcere di Al Tiba è stata un successo. Questo incredibile incontro fra culture è riuscito alla perfezione grazie all’umanità delle autorità che hanno permesso l’ingresso degli ingredienti e del materiale supportando al meglio l’iniziativa, all’aiuto della mini brigata di cuochi gazawi, alla immensa @calvellimeri e al fantastico gruppo di persone grazie al quale sono riuscito a entrare a Gaza e che considero ormai la mia seconda famiglia, il @gazafreestylefestival . Ci vediamo domani… inshallah

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Con il maestro @raffaeleinno abbiamo provato a restituirvi 50 minuti di vita che ho avuto l’onore di poter ascoltare e registrare. Il link è nella bio e nelle stories. Lui è un fratello palestinese, lui è tutt’ora rinchiuso a Gaza la prigione a cielo aperto più grande del mondo, lui rimarrà anonimo per evitare le ripercussioni sioniste. Questa è la tragedia della Palestina e del suo popolo. Questi siamo noi che stiamo permettendo tutto questo schifo senza provare la minima vergogna. Photo credit @chefrubiophotographer #gaza #nakba #palestine #kefiah #kufyah كوفية# ‎ #rubiochef #ontheroad #ronin #roadtrip #redrobin #nature #naturelovers #rockstar #food #foodie #foodsgam #foodofinstagram #foodpic #foodpics #foodporn #chef #chefs #chefslife #chefoninstagram #Soffiamoviagliabusi

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Foto credits: LUCAT

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