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10 GENNAIO - Benessere / Cucina

Mirtillo, papaya e finocchio: tre alimenti per rimettersi in forma

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Gennaio è un mese dedicato alla remise in forme

Gennaio è un mese, per molti, dedicato alla remise in forme, cercando di dimenticare gli eccessi delle feste natalizie.

Depurarsi è fondamentale e, anche se non bruceremo tutto quello che abbiamo ingurgitato a Natale, possiamo dare al nostro metabolismo una bella scossa ed eliminare le tossine in eccesso grazie ad alcuni alimenti che drenano, purificano e riattivano  -, spiega Paola Di Giambattista, Healthy Food specialist, Free from Chef e Nutritional Cooking Consultant, che specifica anche che -. Non esistono pozioni magiche ma, alcuni cibi grazie ai loro principi attivi e alla loro funzionalità, possono darci una grossa mano a rimediare alle ‘concessioni’ extra e a tornare leggeri ed energici per affrontare un 2020 all’insegna delle buone abitudini”.

Ma quali sono questi ingredienti ‘miracolosi’?

  1. Il mirtillo nero.

“Il mirtillo nero è un ottimo antiossidante, utilissimo per liberarci dalle tossine e dai radicali liberi – spiega Di Giambattista – . Agisce sul colesterolo, aiutandoci così a ‘rimediare’ all’eccessiva assunzione di grassi saturi, in più è uno stimolante del collagene quindi assumendolo ricordiamo ai tessuti che siamo noi al comando e che la parola d’ordine è tonificazione”.

Il mirtillo è anche un ottimo protettore e regolatore a livello gastrointestinale e urinario. Questo significa che ci protegge anche quando, specialmente durante l’inverno, una sregolata alimentazione influisce negativamente sulla flora batterica abbassando la protezione esercitata dal sistema immunitario. In questo caso, il mirtillo svolge un ruolo disinfettante e di protezione, in particolare verso cistite e malfunzionamento intestinale. Inoltre la sua azione drenante agisce sia a livello linfatico che venoso, migliorando la pesantezza delle gambe ma anche il gonfiore.

Via libera quindi a succo concentrato di mirtillo senza zuccheri aggiunti, oppure estratto secco o titolato. “Ricordatevi che la natura ha bisogno dei suoi tempi quindi consumatelo per un periodo almeno di 21 giorni”, ricorda la chef.

  1. La Papaya o frutto degli Angeli, così la chiamano gli abitanti dei Caraibi, Paese in cui questo frutto è diffusissimo.

I suoi nutrienti sono preziosi: basti pensare ai carotenoidi e ai flavonoidi eccellenti protettori dai radicali liberi che non sono solo causa di rughe e rughette ma possono interessare l’invecchiamento degli organi e dei loro meccanismi. Ciò che rende questo frutto un super food a tutti gli effetti è la presenza del suo enzima papaina, dalle grandi proprietà digestive. Insieme alla bromelina dell’ananas aiuta a disgregare le proteine, facilitandone la digestione; un ottimo aiuto quindi dopo pasti abbondanti, consumati in fretta o dove si fanno dei gran mix (come appunto durante i buffet o i pranzi delle festività).

“Infine forse non tutti sanno che anche i nostri organi invecchiano e alcune loro funzionalità iniziano a performare meno. La papaina può essere utile nel favorire ad esempio l’attività del pancreas. Inoltre, grazie anche ad un’azione alcalinizzante, riesce a combattere le situazioni di acidità dovute all’eccessivo consumo dei carboidrati (altra nota dolente delle feste natalizie)”.

  1. Infine, per tirare a lucido i nostri organi e far vibrare le nostre cellule, aggiungiamo un ortaggio spesso snobbato nelle nostre cucine: il finocchio.

Re incontrastato dei pinzimoni, protagonista dei carpacci a base vegetale, anche il finocchio entra con tutto rispetto in questa classifica grazie alle sue proprietà. “Alleato dell’apparato gastro intestinale, il finocchio ‘sgonfia’, ovvero è in grado di evitare la formazione di gas intestinali, agisce sulla disbiosi, vero malessere dei nostri tempi”, specifica di Giambattista.

La sua azione drenante si unisce a quella depurativa che interessa direttamente il sangue e il fegato. Svolge un’importantissima azione antinfiammatoria, motivo per cui è indicato nell’alimentazione di tutte le fasce di età anche se si hanno restrizioni dietetiche particolare o in caso di malattie autoimmuni dove i fattore infiammazione è sempre latente. Grazie al poco apporto calorico si è conquistato il posto di ortaggio perfetto nei regimi ipocalorici anche se la sua aromaticità e il suo gusto lo rendono goloso e versatile da inserire in qualsiasi ricetta.

La chef lo propone in una versione FIT non per questo triste e insapore.

Finocchi in infusione di te verde ai semi di chia

  • 2 finocchi grandi
  • 2 bustine di te verde o, ancora meglio, te verde in foglie
  • Semi di chia qb
  • Olio di zucca
  • Acqua
  • Ghiaccio
  • 1 Pentola
  • 1 Cestello a vapore o vaporiera

Mondare i finocchi tagliandoli sottili longitudinalmente. Separare la barba (ovvero la parte superiore di verdura immergendola nel ghiaccio).

Riempire la pentola di acqua e foglie di te (o filtro), riempire i cestelli della pentola con i finocchi. Coprire e cuocere a fuoco lento.  Dal momento dell’ebollizione considerare 10 minuti circa. Nel frattempo togliere la barba dal ghiaccio, tamponarla con carta assorbente.

A cottura ultimata impiattare i finocchi, unire un filo di olio di zucca i semi di chia e la barba del finocchio.

Servire subito.

Conclude la chef: “Ora hai tutti gli strumenti necessari per affrontare le occasioni sociali senza sensi di colpa, ricordando che l’abitudine fa la differenza e non la singola occasione”.

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