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Serena Mollicone, ecco chi l’ha uccisa secondo il pm

02 Luglio 22 / Scritto da:

Serena Mollicone, ecco chi l'ha uccisa secondo il pm

Serena Mollicone, ecco chi l’ha uccisa secondo il pubblico ministero Beatrice Siravo. Ieri si è tenuto il dibattimento in Corte d’Assise a Cassino

Al termine del dibattimento in Corte d’Assise a Cassino, il pm Beatrice Siravo ha detto senza mezzi termini i nomi degli assassini di Serena Mollicone. Per lei i colpevoli sono il maresciallo Franco Mottola, suo figlio Marco e sua moglie Anna Maria, assieme al vicemaresciallo Vincenzo Quatrale dell’omicidio di Serena Mollicone.

Serena Mollicone, 18 anni, sparì il primo giugno 2001 dal paesino del frusinate per essere poi trovata cadavere in un bosco lì vicino 48 ore dopo. Francesco Suprano, un altro carabiniere, è accusato di favoreggiamento.

Il Corriere della Sera riporta le parole del pm: «Il cuore del processo è quale sia l’arma del delitto. Quando abbiamo riaperto le indagini con l’ipotesi dell’omicidio avvenuto in caserma e con la perizia sulla porta avevamo poche speranze su un risveglio delle coscienze. L’unica che potesse dirci chi ha ucciso Serena era Serena stessa ma noi siamo arrivati ad avere una prova scientifica solidissima».

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Secondo il pm, l’arma del delitto è la porta della caserma contro la quale sarebbe stata fatta sbattere la testa della ragazza: «Analisi scientifiche scrupolosissime che hanno portato a escludere ogni ipotesi alternativa». Concludendo che l’omicidio è avvenuto nella caserma. Poi indica in Franco Mottola l’assassino della giovane. Dopo aver ascoltato oltre 130 testimonianze sugli oltre 240 testi citati, il pm è sicuro anche della dinamica e di ciò che è accaduto dopo, compresi i depistaggi: «I genitori di Marco, il maresciallo Mottola e la moglie Annamaria nascosero il corpo di Serena uscendo quella notte stessa dalla caserma tra la mezzanotte e l’una».

Poi aggiunge: «Quella di Franco Mottola è una anomalia su scala mondiale, il primo caso di un assassino che indaga su se stesso, avendo ampia mano per depistare le indagini».