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Mariano Cannio ha confessato: «Mi sono sporto e ho lasciato cadere Samuele»

21 Settembre 21 / Scritto da:

Mariano Cannio ha confessato «Mi sono sporto e ho lasciato cadere Samuele»

Mariano Cannio ha confessato: «Mi sono sporto e ho lasciato cadere Samuele». Per lui si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale

I forti sospetti che il domestico Mariano Cannio fosse il colpevole della morte di Samuele, il bambino caduto dal balcone di casa in una strada centralissima di Napoli, sono diventati certezza.

Le parole che il domestico ha pronunciato sconcertano: “L’ho preso in braccio e sono uscito fuori al balcone. Con il bambino tra le braccia mi sono sporto e ho lasciato cadere il piccolo. Ho immediatamente udito delle urla provenire dal basso e mi sono spaventato consapevole di essere la causa di quello che stava accadendo. Sono fuggito e sono andato a mangiare una pizza“.

Pare che siano queste le uniche parole che Cannio abbia detto, tuttavia, informa il Corriere della Sera, il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli Valentina Gallo, ritiene che l’uomo non abbia detto tutta la verità. Intanto, per lui è stato convalidato il fermo ed emessa un’ordinanza di custodia cautelare per omicidio volontario, poiché “il movente del gesto, di estrema gravità, non può dirsi, allo stato, pienamente accertato”.

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Cannio ha ribadito in sostanza quello che aveva già detto nell’interrogatorio alla polizia: “Dopo poco sono uscito fuori al balcone, avendo sempre il piccolo in braccio, e in prossimità della ringhiera ho avuto un capogiro. Mi sono affacciato dal balcone mentre avevo il bambino in braccio perché udivo delle voci provenire da sotto. A questo punto lasciavo cadere il bambino di sotto. L’ho fatto perché in quel momento ho avuto un capogiro. Dopo non mi sono affacciato perché ho avuto paura. Sono scappato e mi sono diretto nel vicino Rione Sanità dove ho mangiato una pizza. Avevo infatti una fame nervosa scaturita dalla paura“.

dopo aver mangiato la pizza, l’uomo ha detto di essere «tornato a casa e mi sono messo sul letto a riposare. Dopo un poco sono sceso di nuovo e ho raggiunto un bar dove ho bevuto un cappuccino e mangiato un cornetto».

In base ai certificati medici presentati, in cui si dichiarano i problemi psichici di cui Cannio è affetto, il Gip ha disposto la custodia cautelare «nella apposita sezione speciale per infermi e minorati psichici» del carcere di Poggioreale.

Fonte immagine: https://www.giustizia.it/giustizia/it/dettaglio_scheda.page?s=MII178666