04 OTTOBRE - Lifestyle

Non alzare il dito negli Emirati

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Da critica e provocazione può diventare un vero e proprio reato

Maurizio Cattelan l’ha messo nel bel mezzo di una piazza milanese, davanti alla borsa, ad indicare che il mondo degli affari è una vergogna. Irriverente, sprezzante e anche un po’ disgustoso, il dito medio di una mano gigante di marmo, adulta e maschile, si è alzato per sfrecciare al cielo un grido di ribellione con un titolo che è un ossimoro: l.o.v.e.

Non si tratta del dito indice, carico di critica, o dell’anulare, carico di speranza. E nemmeno del non alzare un dito tipico della nostra indifferenza. Il che fa riflettere: in Europa chi alza il ditone non viene necessariamente punito. Forse puoi andare nei guai quando, al bar, alzi il dito in risposta a un tizio sgarbato che è più alto di te o ha più muscoli (in questo caso l’antico detto: se l’avversario è più piccolo di te lotta, uguale a te tratta, più grande fuggi, calza a pallino), mentre negli Emirati vai direttamente in prigione.

Quando ho letto l’articolo riguardante i tre ragazzi che davanti al flash di un semaforo rosso hanno alzato il dito con un soddisfatto sorriso alla telecamera, non ho fatto a meno di pensare a Cattelan mentre la polizia locale si è infuriata e i tre arditi sono finiti in galera. “Non c’è ragione di fare quel che hanno fatto” enuncia l’articolo, specificando che il reato è punibile con sei mesi di carcere o l’espatrio per chi non ha passaporto arabo.

La mia amica, un po’ irruente, ha rischiato grosso. Mi racconta, ridendo, perché è palesemente occidentale e ribelle, con quella massa di capelli rossi che le ondeggiano attorno come il calore di una fiamma ardente, come alla scuola del suo bambino, il dito le sia scappato per un bodyguard che si rifiutava di farla entrare per venti secondi di ritardo costringendola a circumnavigare la scuola a tempo record verso la prossima entrata.

Il giorno dopo è stata accusata da un’insegnante con il solito ritornello “emiratino”: lo sa che qui il dito è un reato? E mi ha confessato che in quel momento ha vivamente sperato che questa non diventasse mai, per ironia della sorte, l’insegnante di uno dei suoi quattro figli.  Un’altra volta il dito le è scappato in macchina, verso una donna in abbaya e niqab (la parte che copre il viso fino agli occhi) che di dita gliene ha sporte cinque, raccolte come il “cosa vuoi” napoletano con il surplus di  una serie di gesticolii ossessivi quanto quelli di un posseduto demoniaco.

Al che, mi assicura, il dito era inevitabile. La donna l’ha fulminato con lo sguardo, l’unica parte visibile di sé oltre a due mani impazzite da direttore d’orchestra e lei si è detta: solo in questo paese ti capita di non sapere con chi stai litigando, e ancora adesso si sta domandando se la donna del mistero possa essere la sua vicina o qualche mamma dei compagni di scuola… l’ironia della vita non è mai abbastanza.

Quando venite a Dubai, vi prego, dimenticatevi Cattelan e gran parte dell’arte contemporanea. Sarà inutile spiegare alla polizia che il vostro dito medio è un maturo segno di protesta e voi, che lo elargite generosamente in un raptus furioso, siete in realtà degli artisti di happening in piena carriera…

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