09 AGOSTO - Lifestyle

Posto che vai… toilette che trovi!

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Da Dubai a Parigi… le toilette dicono più di quanto immaginiate! 

Tempo di ridecorare la casa, tempo di stare al passo con i tempi. Che, soprattutto a Dubai, sono futuristi. I bagni che ci circondano dimostrano che la modernità, negli Emirati, non è un’opinione. Al One and Only, splendida Resort su un braccio di Palm Island, ho avuto la mia rivelazione. Entrata alla toilette non ho potuto fare a meno di ammirare, con la solita sorpresa, la gratificante essenzialità che amanava quel bagno dai toni di sabbia, con piccole ziggurrat di asciugamanini arrotolati accanto ai lavandini che interrompevano ritmicamente il tavolone centrale. Una specie di sala da conferenza all’insegna dell’intimità, soprattutto con se stessi. E una prova di avanguardia tranne che per il fatto che dopo essermi lavata le mani sono rimasta a contemplare il rubinetto piena di sapone senza sapere come fare a risciaquarle, il sensor sotto allo stelo di metallo che non bastava, il piede che non trovava alcun bottone e la strana sensazione di déjà-vu che mi accompagna negli ultimi tempi.

E ho pensato che la modernità, talvolta, non è altrettanto comoda.

Per fortuna i bagni sono frequentati dalle veterane, habitué di locali postmoderni che ti spiegano che il rubinetto non ha sensors ma deve essere semplicemente girato a lato in manovre imprevedibili. Con la confortante rivelazione che anche loro hanno impiegato i loro dieci minuti a figurare l’impossibile.

In Europa da un mese, non ho potuto fare a meno di confrontarmi con i bagni nostrani che, come gran parte dei palazzi, sono pieni di storia. Qui trovi il lusso un po’ polveroso (e strascicato) di palazzi rinomati come Villa d’Este o castelli di grido, bagni che raccontano le ossa antiche delle costruzioni. In tono con l’ambiente, i bagni lasciano trasparire un rispetto museale, a meno che non siano totalmente rifatti, e in tal caso stonano come il lifting su una donna matura.

Oppure trovi bagni comuni, nel profondo nord, prova vivente che l’emancipazione del sesso femminile ha cancellato le distanze.

Ma i peggiori sono i bagni parigini. Dietro al bistrò alla moda con i tavolini affollati da un grosso passaggio, ci sono cunicoli oscuri che ti portano a stretti abitacoli che sono una sfida al sistema immunitario. E capisci perché i francesi hanno quasi inventato il profumo.

Comunque sia, quando entrerete in un bagno di Dubai, preparatevi al balletto: muovete una mano sotto il rubinetto come una fata, passate il piede sotto il lavandino in un balloné e se non funziona, aspettate che arrivi qualcuno a salvarvi.

Forse le nuove generazioni se la passano meglio e mio figlio Adam ne è la prova: con la nuova Mercedes ha imparato che basta passare il piede sotto il il cofano per chiudere il bagagliaio, tagliando l’aria come si fa con un articolo al supermercato.

Una mentalità da microchip.

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Melanie

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