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Il Museo del fallimento mette in mostra alcuni dei più grandi flop globali

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Dalle lasagne della Colgate ai Google Glass, il Museo del fallimento celebra i prodotti che non hanno avuto successo

 

Museo del fallimento Svezia

 

«Il fallimento è importante per il progresso». Ne è convinto Samuel West, psicologo svedese ideatore di una mostra sui generis, il Museo del fallimento. Come il nome suggerisce, ad essere esposta è una collezione da tutto il mondo di invenzioni che volevano essere innovative, e che invece si sono rivelate dei grossi flop. Qualche esempio? I famigerati Google Glass, il profumo all’aroma di Harley-Davidson, la macchina fotografica digitale della Kodak, le lasagne della Colgate, lo spremiagrumi Wi-Fi, la Coca Cola al caffè.

Nato come progetto di ricerca, il Museo del fallimento non vuol essere tanto una presa in giro ufficiale ai danni di prodotti che non hanno riscosso il successo sperato. Quanto un modo originale per offrire ai visitatori un’affascinante lezione formativa, tanto che di ogni prodotto presentato viene data una spiegazione sul perché del fiasco.

È proprio attraverso il motto “sbagliando si impara” infatti che il progresso può avere luogo. Non è l’immobilismo che paga né tantomeno la paura dell’insuccesso, quanto il sapersi prendere dei rischi. L’innovazione è un business rischioso, può andare bene quanto male, ma se non si tentasse nemmeno, non ci sarebbe sviluppo.

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Museo del fallimento Svezia

 

Museo del fallimento Svezia

 

Il luogo di nascita del Museo del fallimento è Helsingborg, in Svezia. Fino al 4 febbraio 2018 sarà ospitato a Los Angeles, per poi riaprire in Svezia ad aprile 2018. Le speranze sono tuttavia che l’esibizione diventi itinerante e venga accolta in giro per il globo (per maggiori informazioni consultate il sito ufficiale).

«Spero che questa mia collezione possa attivare un interesse per meglio capire come si possa lavorare sul funzionamento delle organizzazioni, affrontando, appunto, anche gli insuccessi», ha dichiarato Samuel West. Il quale tra i prodotti presentati ha un debole per la bicicletta Itera del 1982, in plastica, fallita perché oscillava troppo.

L’importante secondo West è non aver paura di ammettere di aver fallito. Male che vada, si potrebbe diventare uno dei protagonisti del Museo del fallimento!

 

Museo del fallimento Svezia

 

Museo del fallimento Svezia

 

Museo del fallimento Svezia

 

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