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14 NOVEMBRE - Interviste

Valentina Marchei pattina verso Europei, Mondiali e Olimpiadi a suon di “made in Italy”

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Il 2018 sarà piuttosto intenso per la milanese in coppia con Ondrej Hotárek

Strana la vita. Valentina Marchei lo sa bene, visto che i suoi progetti sono cambiati più volte. Da piccola, aveva iniziato con la ginnastica ritmica poi si è ritrovata a fare volteggi e piroette…ma sul ghiaccio. Prima pattinava sola poi ha cambiato e da dopo Sochi 2014 gareggia in coppia (nel pattinaggio di figura) con Ondrej Hotárek, azzurro di origini ceche. Si è rimessa in gioco e ha stravolto tutte le sue certezze

Valentina ora vuole portare il “made in Italy” in giro per il mondo. Il 2018 non è un anno per i deboli di cuore: Valentina e Ondrej saranno impegnati tra Europei, Mondiali e Olimpiadi. La rassegna mondiale, inoltre, si terrà a Milano, la città della Marchei, quella stessa città che le ha dato i natali e che l’ha vista crescere, un tuffo nel passato e nei ricordi e un’occasione d’oro per dimostrare che sport sia il pattinaggio.

Con il suo contagioso sorriso e con la sua innata grazia, proverà insieme a Hotárek a portare i colori azzurri in alto….

Il 2018 sarà un anno impegnativo prima i Campionati Europei poi le Olimpiadi e i Mondiali a Milano. Come procede la preparazione e quali sono gli impegni che vi porteranno a queste due grandi eventi?

La stagione è lunga e impegnativa. Abbiamo cominciato le gare nel mese di settembre e subito a ottobre ci sono state le due prove di Coppa del Mondo, prima in Russia e poi in Cina. A dicembre ci saranno i Campionati Italiani a Milano e poi con il nuovo anno arriveranno gli appuntamenti più importanti. A gennaio ci saranno a Mosca i Campionati Europei, a febbraio le Olimpiadi in Korea (a Pyeongchang, ndr)e a marzo i Mondiali a Milano. La preparazione è mirata ad arrivare prontissimi per la seconda parte della stagione e affrontare al meglio gli appuntamenti più importanti. Stiamo cercando di fare nostri giorno dopo giorno i programmi di gara, curando i dettagli per portare il “Made in Italy” in giro per il mondo. “Tu vuò fa l’americano” e un medley di Nino Rota saranno la colonna sonora della stagione olimpica.

La rassegna iridata sarà nella “tua” Milano. Potrebbe essere la giusta occasione per dare visibilità nel vostro sport?

Chiudere un ciclo olimpico nella nostra Milano è un onore, ma anche un grande orgoglio. Il Mediolanum Forum è il posto dove ho cominciato a pattinare e dove ho passato la mia infanzia e la mia adolescenza, dove sono cresciuta e maturata sportivamente. Sarà un’emozione grandissima perché tanti amici verranno a vedermi, tutti quelli che continuano a sostenermi da lontano. Finalmente il pattinaggio avrà la vetrina che merita e la visibilità che spesso è oscurata da altri sport più nazional-popolari.

La portabandiera in Corea sarà Arianna Fontana. Sei d’accordo con questa scelta?

Ho sempre pensato ad Arianna come portabandiera. Ha vinto tanto ed è giusto che sia lei a rappresentarci.

#tbt

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Cosa significa per un’atleta partecipare a una Olimpiade? Che atmosfera si respira nel villaggio olimpico?

L’Olimpiade è un sogno che si avvera, il desiderio da realizzare per chi fa dello sport una ragione di vita, il coronamento di un percorso, la consapevolezza di aver superato i limiti e di poter spingersi oltre. L’adrenalina non ti dà tregua per tutto il tempo che stai nel villaggio, la più grande e bella famiglia multietnica. Nazioni differenti, ma sogni comuni. Esserci è un privilegio, riuscire a dare il massimo è la vittoria più bella.

Fino a tre anni fa pattinavi da sola. Com’è stato dividere la scena con un “compagno”?

Quando si pattina da soli tutto gira intorno a te, ma pattinare in coppia non è dividere la scena in due, ma condividere lo stesso palcoscenico. Si pattina insieme per un unico scopo, per la meta che insieme abbiamo prefissato.

Dal leccarci le ferite dopo un programma corto infelice, a pattinare con cuore e grinta una finale pazzesca. Tutto in 48 ore. Lo sport, una meravigliosa scuola di vita! E tutto questo sempre con @ondrejhotarek che mi tiene per mano!💙❄️ Trovate il link del video integrale sul profilo!😉 #CupofChina #marcheihotarek #roadtopeyongchang2018 The last 48 hours were a rollercoaster of emotions. An unfortunate short program led us to skate a long program with grit and a lot of heart. Hand in hand with my wonderful @ondrejhotarek Dear skating, you are a wonderful school of life! Link in bio for the full video😉 #daoathlete #daointheworld #seeusoonchina #italiateam

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A proposito, come è nato il rapporto con Ondrej Hotárek?

Il binomio con Ondrej è stato del tutto casuale, era terminato il quadriennio olimpico e da singola avrei forse pattinato ancora un anno. Ondrej era rimasto senza partner e quindi per gioco o forse per curiosità ho provato a pattinare di fianco a lui. Mi sono divertita fin da subito e mi sembrava anche abbastanza facile. Da lì abbiamo cominciato a fare progetti. Ora eccoci qui, alla soglia della seconda olimpiade, per lui con una partner diversa, per me in una disciplina diversa.

E pensare che avevi iniziato con la ginnastica ritmica…ci pensi mai?

Penso spesso alla ginnastica ritmica perchè sono molto legata a Giulia Staccioli, direttore artistico dei Kataklò che è stata la mia prima insegnante di ritmica e che tuttora collabora con me e Ondrej, ma devo ammettere che per la ginnastica non ero proprio portata.

Come si svolge la tua giornata tipo?

La mia giornata ruota intorno al pattinaggio. Mi sveglio abbastanza presto, alle 9 sono alla pista e comincio il mio allenamento che ogni giorno prevede 3 ore di allenamenti sul ghiaccio, oltre ad un’ora di danza e una di preparazione atletica. Il nostro preparatore atletico è mio fratello Lorenzo.

Oltre il pattinaggio sei tifosa del Milan. Cosa ne pensi di questa stagione? Riesci a seguire anche altri sport?

Sono tifosa del Milan da sempre, da quando sono nata. Mio nonno materno e il mio bisnonno sono stati dirigenti della squadra negli anni ’60/’70. Il dottor Tavana, medico della squadra per tantissimi anni (ora medico del Torino Calcio) è anche il mio medico di riferimento, quello che si è preso cura di me durante i numerosi infortuni. La prima maglietta che ho avuto in regalo è quella di Gullit, che tengo gelosamente. Seguo tanti sport, ho molti amici impegnati in sport agonistici, poi a casa mia si vive di sport, per lo sport, una meravigliosa scuola di vita.

 

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