14 NOVEMBRE - Televisione

GF VIP: la lettera di Corona ha avuto l’effetto voluto?

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Nella decima puntata a Jeremias Rodriguez è arrivata una lettera dall’ex cognato

Si è superato ogni limite! Nel reality che più di tutti è prodotto per il sollazzo delle masse, nel GF (VIP o non-VIP che sia) si è fatto leva, una volta di più, del più trito sentimentalismo misto a una forma di “pietas voyeurista, quando è stata letta con studiata voce dimessa un’epistola grondante di stucchevole buonismo di facciata.

Fabrizio Corona, autore della missiva (ma è davvero farina del suo sacco?), si è mostrato in questo più simile alla casalinga di Voghera che sfagiola ovvietà di senso comune che a Silvio Pellico o addirittura a Seneca, quando dall’esilio scrisse un’opera consolatoria alla madre Helvia.

Un gesto affettato, anzi azzardato, dato in pasto alla pancia di spettatori alla prima fase di alfabetizzazione, subdolamente coinvolti in una sceneggiata più da operetta che da tragedia greca.

Quel che appare intollerabile è la strumentalizzazione della condizione di carcerato e di chi sta scontando, nel silenzio e in un dignitoso anonimato, il proprio debito con la giustizia: il penitenziario dovrebbe essere un luogo di recupero e di rieducazione, nel quale è rispettata in primo luogo la dignità umana.

Apprendiamo che esistono detenuti-VIP, la cui ribalta mediatica viene utilizzata come macchina di ascolti, e, accanto a questi, una massa indistinta di carcerati anonimi, i primi a essere danneggiati e ulteriormente umiliati da simile brodaglia di sentimentalismo catodico.

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