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27 NOVEMBRE - Lifestyle

Berlusconi da Fazio: “Mi sento un 40enne con tanta voglia di fare!”

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Il leader di Forza Italia ospite a “Che tempo che fa” ha ripercorso la sua vita e rinnovato i propositi futuri

Sono il presente, mi sento 40 anni!“. Silvio Berlusconi, ospite a “Che tempo che fa” torna in tv con tanta voglia di cambiamenti. Ha ripercorso con Fazio la sua infanzia, i tempi in cui a tavola per cena c’era per mesi solo la polenta. I sacrifici e i momenti più difficili. E poi è tornato ai giorni d’oggi, con ironia ha raccontato di un recente pranzo organizzato con i suoi compagni di scuola: “C’era chi è venuto con un bastone, chi si è fatto accompagnare, chi non si reggeva in piedi… ma io non avevo mica invitato i loro genitori!”. Per lui il tempo sembra essersi fermato qualche anno fa, e ripete “Mi sento pieno di energia”. Quando il giornalista gli ricorda che è ancora incerta la sua candidabilità, l’ex Premier risponde: “Io punterei su un certo Berlusconi, ma nel caso in cui non arrivasse in tempo la sentenza della corte di Strasburgo o fosse negativa, c’è una persona molto capace: il generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli. Esempio di qualcuno che non viene dalla politica, che possa essere visto come una garanzia come premier. Qualcuno che nel mondo del lavoro, dell’impresa, del terzo settore possa essere visto positivamente per i traguardi raggiunti”.

In riferimento alla pubblicità di Repubblica: passato o presente? “Un presente molto operoso – afferma senza esitazioni Berlusconi – sto lavorando a un programma che è un work in progress che dovrà avere l’approvazione di Fratelli d’Italia e della Lega. Poi c’è un passato in cui ho realizzato cose molto difficili, raggiungendo traguardi che hanno suscitato l’invidia di chi diceva che non ci sarei mai riuscito. Ora mi sono incontrato con gli italiani che, delusi da questa politica, hanno deciso di non votare, per convincerli a votare e evitare il pericolo 5 Stelle”. Parole dure per il M5s, che apostrofa come “il pericolo più grande dei comunisti per i quali scesi in campo nel ’94. Persone che non hanno mai lavorato, se non fossero lì dove sono non saprebbero cosa fare o dove andare”.

Sui temi più caldi, come lo Ius soli ha spiegato: “Noi non votiamo la fiducia perchè non si può dare la cittadinanza a persone che hanno frequentato solo per cinque anni la scuola italiana. Molti di questi ragazzi nati in Italia da genitori stranieri vengono da famiglie che odiano i cristiani, odiano gli ebrei, appoggiano il terrorismo e hanno una concezione della donna arretrata”.

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