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14 GIUGNO - Lifestyle

NBA, i Golden State Warriors non andranno da Donald Trump?

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Secondo alcune indiscrezioni la squadra vorrebbe boicottare l’incontro con il presidente USA

Ogni tanto, capita, che le vittorie vengano oscurate da altri episodi. Succede in America, succede se si parla di Donald Trump. I Golden State Warriors sono diventati campioni NBA per la seconda volta in tre anni. La squadra di basket, guidata da coach Steve Kerr ha conquistato il titolo lunedì notte vincendo la serie per 4 a 1 contro la formazione di LeBron James, i Cleveland Cavaliers.

A poche ore dal titolo la festa è stata “rovinata” da alcune insistenti voci. L’ufficio stampa di Golden State ha dovuto divulgare un comunicato in cui si smentiva di aver rifiutato l’invito alla Casa Bianca:

L’unica cosa che importa in questo momento è festeggiare il nostro titolo. Non abbiamo ricevuto un invito dalla Casa Bianca, ma prenderemo decisioni a riguardo quando e se necessario.

Nello spogliatoio Warriors pochi o forse nessuno sarebbero a favore di un incontro con Trump. Durante la campagna elettorale avevano, infatti, sostenuto l’avversaria Hillary Clinton. La squadra, in realtà, non dovrebbe ricevere nessun invito, la visita dal presidente fa parte di una sorta di cerimoniale, a cui tutte le squadre dell’NBA e non solo, sono invitate implicitamente.

L’ufficio stampa ha così fatto sapere che una scelta verrà presa quando sarà necessario. In realtà prima di qualche mese il problema non si porrà, nel 2016 il team si recò da Obama a febbraio. Qualora i campioni NBA decidessero di non presentarsi sarebbe una scelta significativa, un messaggio forte che interromperebbe una “tradizione” iniziata nel 1963 quando John Kennedy ricevette i Boston Celtics.

BAY AREA 🏆 #DubNation

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