Chiudi annuncio
19 GIUGNO - Lifestyle

Da Francesco Totti a Gigio Donnarumma: come si è evoluto il calcio

Scritto da:

La vicenda del portiere del Milan dimostra come nel calcio non esistano più certi valori

Due immagini potrebbero perfettamente raccontare, senza bisogno di ulteriori commenti, la stagione calcistica 2016/2017. Da una parte Francesco Totti che “pesta” per l’ultima volta l’erba dell’Olimpico e che tra le lacrime saluta i romanisti. Dall’altra parte Gigio Donnarumma e Marco Fassone (amministratore delegato del Milan) che ha dovuto annunciare la decisione del portiere di non rinnovare il contratto con la società.

C’è chi ha avuto la fortuna, di vedere (e parliamo degli ultimi anni) giocatori come Alessandro Del Piero, Javier Zanetti, Paolo Maldini, Filippo Inzaghi e Francesco Totti.

Giocatori dediti alla maglia, legati ai propri colori come si può essere legati alla propria moglie. Bandiere del calcio, simboli ma soprattutto icone identificate con quella squadra, quasi la rappresentassero in tutto e per tutto.

Con il ritiro del numero 10 giallorosso se ne è andata via l’ultima (o quasi) bandiera del calcio italiano. I tifosi però, innamorati delle loro squadre, spesso non se ne rendono conto. Ci avevano sperato i milanisti, avevano sperato che Gigio potesse essere uno di quei calciatori che dedica anima e corpo alla propria squadra. Così non è stato.

Il portiere e il suo procuratore Mino Raiola hanno scelto di non rinnovare il contratto con i rossoneri. Ora, il portiere è legato comunque alla società da un contratto valido fino al 30 giugno 2018. In casa Milan, si dice che sarà l’allenatore, Vincenzo Montella, a decidere chi scenderà in campo, ma secondi molti difficilmente il giovane talento rimarrà a Milano.

Al “Corriere Della Sera”, Fassone ha dichiarato:

Nessuno ha mai messo in dubbio la legittimità della scelta. È perfettamente nelle norme. Ma una cosa è la legittimità, un’altra l’etica degli affari. L’amarezza deriva dalla sgradevolezza con cui è stata condotta la cosa. Si poteva fare senza danneggiare la società, andandosene così ha fatto un danno di 100 milioni al Milan. Se Donnarumma vale così tanto a 18 anni lo deve anche a questa società, agli investimenti che sono stati fatti, al coraggio di chi lo ha lanciato in prima squadra. Bastava che ci dicesse che non voleva restare, avremmo rinnovato con una clausola rescissoria ragionevole. E se fosse arrivato il club più importante del mondo, anche questa estate, avrebbe dovuto pagare al Milan questa cifra. Così quello che il Real non paga a me entra nelle tasche del procuratore. Io però lo avrei reinvestito nel calcio italiano.

Leggi anche: L’ultima di Francesco Totti: finisce la favola del numero 10

Un pensiero che racchiude perfettamente l’opinione dei milanisti e non. La parola sgradevolezza è la chiave di tutto. Sgradevole la scelta della Roma che sembrerebbe aver forzato Totti  ad abbandonare il calcio giocato, sgradevole l’abbandono di un ragazzo di 18 anni alla squadra che gli ha permesso a questa “tenera” età, di guadagnare tanto, di ottenere fama e di diventare un campione.

Eppure nel calcio moderno l’etica non esiste più, tristemente, tutto si è ridotto a una questione di business. I tifosi si illudono e non riescono a guardare in faccia la realtà, i tempi sono cambiati e le grandi bandiere di questo sport non esistono più.

Buon compleanno @acmilan! ❤⚫🎂 117 anni di storia, di cui con orgoglio oggi faccio parte! #HBDACMilan

A post shared by Gianluigi (@gigiodonna99) on

 

Articoli correlati: